“Fammeli come Ronaldo”

“Fammeli come Ronaldo”

Ero piccolo e avevo due idoli: Pinturicchio e il Fenomeno.

Io il Fenomeno lo amavo, era un avversario, giocava contro i rivali di sempre, ma non riuscivo a non adorarlo. Era nettamente il più forte di tutti, io come tutti volevo essere lui, per questo chiedevo al barbiere di mio papà la pelata. Come Ronaldo.

Descrivere la carriera di Ronaldo Luis Nazario Da Lima sarebbe superfluo, parliamo di uno dei cinque più forti di sempre. Parliamo di un personaggio romantico, di un supereroe con un animo e delle fottutissime ginocchia troppo fragili per sopportarne la grandezza. Ronaldo è il tutto: classe, potenza, velocità, furbizia. Tutto. Il Calciatore con tutte le lettere maiuscole.

Un filo ci ha sempre tenuti uniti: alla fine le mie prime maglie da calcio sono state le loro, quella di Pinturicchio e quella del Fenomeno, un doppio filo tra me e due tra i più grandi.

Di Ronaldo non puoi non innamorarti, non puoi non riconoscere la grandezza, non puoi non provare gioia nel vedere le cose inimmaginabili che quel ragazzone faceva con la palla, con quel sorriso che dice tutto, della sua gioia nell’inseguire quel pallone che lo ha salvato da chissà quale vita.

E’ come Michael Jordan: i numeri lo offendono. Solo i numeri non possono inquadrare il personaggio, tutti sanno chi è Ronaldo. Ronaldo è il calcio.

Non è possibile non dispiacersi per lui quando lo vedi piangere per gli infortuni, per il mondiale di Francia, addirittura anche il 5 Maggio per quel ragazzo venuto da lontano mi sono dispiaciuto, malgrado resta una delle gioie più incredibili della mia carriera da tifoso, ma per Ronnie ero dispiaciuto.

Il primo mondiale che ricordo con coscienza fu il suo, in Corea e Giappone, tra i Grattacieli e le luci dell’Oriente.

Ci sono tre goal che segnano tre ere nel calcio: quello di Diego Armando Maradona in Messico, quello di Leo Messi al Getafe e quello di Ronaldo. Stessa maglia di Messi, quella blaugrana, Ronnie parte da centrocampo, ruba palla, subisce forse cinque o sei falli ma lui continua ad andare avanti finché non fredda il portiere, come sempre. I tre più iconici di sempre, assieme a Pelè, con tre cavalcate solitarie che nessuno potrà mai dimenticarsi.

Con la maglia del Barca c’è un altro goal che descrive la vita e la carriera di Ronaldo. Contro il Depor, Ronaldo recupera palla, cade, combatte da terra, recupera di nuovo la palla, si invola e fa goal. Ronaldo è caduto, tante volte, ma ha sempre combattuto e si è sempre rialzato e alla fine ha sempre fatto goal, poi ha corso e ha spalancato il sorriso e le braccia e si è lasciato ammirare dal mondo. Ronaldo è Samba e poi è Sertanejo, prima è Masquenada in aeroporto poi è il silenzio di San Siro squarciato dalle sue urla di dolore. E’ un saliscendi costante tra Inferno e Paradiso.

Potrei raccontare ogni suo goal, ogni suoi infortunio, ogni suo ritorno, ogni suo trasferimento, ma non servirebbe, anzi non basterebbe. Come non basterebbero per descriverlo le migliaia di frasi piene di stima dei suoi colleghi. Forse il modo migliore per omaggiarlo è questo:

 

Ronaldo è l’eroe dei romantici.Il calcio avrebbe bisogno di persone come lui.

Così un altro ragazzino potrà innamorarsi del pallone e dire: “Fammeli come Ronaldo” .

Auguri Fenomeno.

 

Andrea Nigro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...