GIORNALISTI TERRORISTI

Qual è secondo il credo italiano, nella società contemporanea, l’essere più gretto e stupido? Il tifoso di calcio ovviamente, il tutto perché viene sempre descritto come un represso, covatore di idee violente, irrazionale e poco calato nel contesto reale.

Purtroppo ci troviamo a dover aggiornare al più presto le nostre idee, perché in Russia l’Italia non c’è, sostituendo al tifoso di calcio il tifoso del politico.

Il Governo appena costituito ha già fatto più danni della grandine ma ha un merito che non gli si può togliere: è formato da gente profondamente intelligente malgrado la propria atavica ignoranza ed incapacità.

Questo governo non ha ne elettori ne simpatizzanti, ha un esercito di leoni da tastiera distaccati profondamente dalla realtà che difendono le idee del Premier Salvini e dei comprimari Di Maio, Toninelli e anche di Conte.

Salvini e Di Maio sono arrivati a Palazzo Chigi con una strategia semplici, quella del denigrare tutto e tutti, con qualunque mezzo. Ora, in un paese nemmeno troppo evoluto dal punto di vista culturale, questa manovra elettorale non avrebbe funzionato, eppure in Italia si sono presi il governo con percentuali bulgare.

Questa strategia denigratoria ha trasformato le persone in cani rabbiosi e schiumanti affamati di verità.

I cani però sono carini ma non troppo intelligenti: che siano Friskies o croccantini del discount mangiano ed ingoiano tutto, pertanto Giobbe Covatta ha detto che gli africani non hanno bisogno di attraversare il Mediterraneo perché stanno bene e e noi ci crediamo (e condividiamo).

Ma non è nemmeno contro le fake news (le quali restano un problema sociale serio che bisognerebbe affrontare con enorme perizia) che voglio scagliarmi ma contro le notizie vere.

Sta frase non ha nemmeno troppo senso, quindi ricapitoliamo: fare il giornalista è diventata una missione.

Praticamente raccontare le cose oramai equivale a mettere sulla propria immagine del profilo sui social network un bersaglio che indica ai commentatori seriali un obiettivo da denigrare a suon di “ROSIKAAAAAAAA” e “TIENITELI A KASA TUAAAAAAAAA”.

Bene, molto bene.

Questo governo non ha nemmeno un mese e già tre giornalisti sono stati fermati dalla Guardia di Finanza poiché indagavano su giri di soldi loschi del partito di cui il Ministro degli Interni è Segretario.

Per inquadrare il problema da più vicino facciamo una divertentissima ricerca su internet: googoliamo Roberto Saviano, un monumento, che piaccia o meno, del giornalismo italiano e leggiamo qualche titolo.

  • Roberto Saviano, buonista in malafede: per lui gli immigrati non costano nulla (di Sandro Iacometti, dal Blog del Fatto)

  • Saviano propone di sostituire gli italiani coi migranti africani (Affari Italiani)

  • Vittime del buonismo: le foto da non scordare che Saviano nasconde (Il Giornale)

  • “Dal suo sontuoso attico di Nuova York, Saviano pontifica con noia patrizia su accoglienza e integrazione. I suoi programmi sono reclamizzati come saponette e deodoranti. A lui d’imperio va il titolo di araldo del turbomondialismo apolide e plusimmigrazionista.” Fusaro. (Un filosofo al quale andrebbero dedicate una ventina di pagine web su quanto sia ritardato)

Oppure apriamo qualsiasi sezione commenti di qualunque post su facebook. La popolazione italiana odia i giornalisti quando fanno il loro lavoro e moti giornalisti per farsi amare si stanno trasformando in paladini della non oggettività pur di diventare fenomeni del popolino.

Quello di Saviano è un esempio estremo ma rappresenta la punta dell’iceberg. Continuamente l’operato dei giornalisti è messo alla gogna e denigrato, sia dai rappresentanti delle istituzioni che dalla gente comune.

La situazione è culturalmente delicata. Si sta giocando con l’integrità di una delle categorie più importanti per il funzionamento del dialogo in una democrazia. Sopratutto coloro i quali stanno minando questa integrità sono persone che non hanno le conoscenze basilari per allacciarsi le scarpe, figuratevi per parlare di attualità.

Non si sa perché ma se la notizia è scomoda, in Italia, si preferisce condannare chi ha scritto la notizia piuttosto che chiedersi quali siano stati i presupposti affinché un qualsiasi evento si sia verificato.

Sicuramente la situazione è legata a doppio filo con il boom dei social network. L’altro giorno mi chiedevo come mai sia così riscontrabile un incredibile livore in termini di parole e gesti di una particolare fascia di popolazione italiana: gli anziani.

Voi state ridendo ma la maggior parte degli insulti che arrivano sul web, in particolar modo quelle rivolte agli operatori della stampa, non sono solo opera di invasati con il logo del partito di appartenenza come immagine del profilo ma sopratutto da innocenti sessantenni che passano su internet il loro pomeriggio di relax.

Io li capisco, non sono sempre stati tempi facili e per tanti anni (ed ancora è così) esprimere la propria opinione poteva anche portare a ripercussioni sociali, lavorative, etc. Oggi Facebook ha sdoganato la libertà di parola e tutti, ma proprio tutti, dicono la loro dimenticandosi quali sono i più basilari principi della conversazione e dell’educazione, sfociando, neppure troppo di rado, nel penale.

Fa ridere ma purtroppo è così: tutti possono dire le loro cazzate ma se cento persone dicono una cazzata questa non diventa una verità, diventa una cagata popolare (O il programma del Movimento 5 Stelle).

Scrivere un articolo, una riflessione o un commento sui temi attuali è come presentarsi a casa di Trump con il sombrero, le maracas e un piatto di tacos in mano: un suicidio. Immediatamente gli ultras del pentasalvinismo ti riverseranno addosso tutto l’odio che hanno covato per decenni e che adesso è finalmente tornato di moda.

Per loro esiste una giustificazione totale per qualunque cosa, anche quando le cose presentano delle discrepanze così evidenti da apparire paradossali. Perché Valeria Fedeli era inadatta ad occupare la carica da Ministra dell’istruzione e Luigi Di Maio non è inadatto ad occupare un ruolo come quello di Minstro del Lavoro?

Perché Conte è un premier eletto dal popolo e Renzi non lo era?

Perché la Raggi è un buon sindaco mentre Marino era un maiale?

La differenza è una: lo sguardo. Cari miei, che vi piaccia o meno, il giornalista deve avere e ha (sempre meno spesso, va detto) uno sguardo oggettivo sulle questioni che sono quelle e vanno raccontate nella loro interezza. Voi non siete capaci di farlo ergo non siete in grado (ne tanto meno avete il diritto) di giudicare le cose secondo il vostro punto di vista.

La Fedeli era inadatta così come lo è Di Maio, Renzi e Conte sono entrambi premier eletti legittimamente e Marino ha commesso errori uguali a quelli che sta commettendo la Raggi. 

La soluzione a questo problema? Beh al governo non interessa, un popolo così gretto ad un governo così fa comodo, pertanto qual è la soluzione? Dovrà essere la categoria a fare quadrato e a cominciare a chiedere che vengano dati agli operatori i giusti strumenti di difesa ad una categoria sotto un totale assedio mediatico.

Reporter Senza Frontiere, nel suo rapporto annuale, ha scritto:”Molti giornalisti italiani sono preoccupati dalla vittoria elettorale di M5s che spesso ha criticato i media e non ha esitato a fare i nomi dei giornalisti sgraditi”. “Sempre più giornalisti si autocensurano a causa delle pressioni dei politici”. (In Italia se “diffami” un magistrato o un politico ti puoi beccare un paio di lustri di galera).
Sempre l’Ong (che brutta parola in questo periodo): “L’odio del giornalismo minaccia le democrazie. La rivendicata ostilità nei confronti dei media, incoraggiata da alcuni responsabili politici, e la volontà dei regimi autoritari di esportare la loro visione del giornalismo minacciano le democrazie”.

Voi però vi siete fatti ammaestrare e ciò vi fa sentire membri di una autorevole gang pertanto non ci arrivate e continuate a scrivere: “GIORNALISTA TERRORISTA”

 

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