Mattarella è il miglior alleato di Di Maio

Italia, 27 Maggio ore 19:00 – Dopo oltre due mesi dalle elezioni, quasi tre, il Presidente della Repubblica aveva concesso alle due forze politiche vincitrici (le quali in teoria dovrebbero trovarsi su posizioni politiche diametralmente opposte) una ultima possibilità di mettersi d’accordo.

Le stesse forze decidono di optare per una figura terza (Non eletta dal popolo dunque, come ogni presidente del Consiglio nella nostra storia). Costui, praticamente sconosciuto, si presenta con le stigmate dello statista, conferiteli però da una serie di referenze false. Il Presidente continua comunque a fidarsi dell’operato dei nuovi Totò e Peppino ponendo come veto che Savona, un noto antieuropeista, non occupi una posizione di comando in quanto sgradito all’Unione Europea e dunque ai mercati, i quali nel 2018, che piaccia o meno, comandano ed influiscono sulla vita di tutti noi.

I due, come se fossero all’asilo vanno dritti per la loro strada costringendo Mattarella (Docente di Diritto Costituzionale, ex membro della Corte Costituzionale e fine conoscitore della carta regolamentaria del nostro stato) a revocare il mandato di Conte. I due, dopo due mesi e mezzo di cazzate ed inettitudine oggi inneggiano al Golpe e minacciano di mettere il Presidente in stato d’accusa. Dopo, senza voler essere ridondante, più di ottanta giorni di riunioni e discussioni da Asilo Mariuccia.

Da quel momento il popolo è insorto.

Una cosa agli italiani bisogna riconoscerla: sono i migliori dei peggiori. Tutti siamo costantemente abbagliati dall’idea di essere paladini di qualcosa. Tutto ciò, ovviamente, ci porta solo a dire una marea di cazzate.

Ma riassumiamo in breve le cose più belle di questa lunga notte italiana.

Di Maio, come il miglior Silvio Berlusconi con Vespa,  chiama Fazio durante “Che Tempo che fa”, ed inizia uno sproloquio contro il Capo dello Stato. Quelle di Luigi sono parole forti, esagerate, un accoratissimo discorso nel quale il leader del partito più suffragato vorrebbe parlare alla pancia del paese, destandola contro il Capo dello Stato. Purtroppo, per lui e noi, Di Maio è un imbecille e le sue parole, alle persone normali (Si, mi dispiace, ma d’ora in poi dividerò il mondo in persone normali ed elettori del M5S) suonano come quelle di un bambino al quale hanno rubato l’ultima caramella.

Nemmeno il tempo di rifiatare che chiama pure Martina, il quale spara le solite quattro minchiate della sinistra italiana. Per farvela breve: dimostra il solito atteggiamento sprezzante che è costato a Bersani e Renzi tre elezioni.

Intanto il popolo si desta. In che modo? Con i meme gentisti ovviamente, che domande.

Dopo aver constatato l’instaurazione di una dittatura, i nostri eroi si buttano a capofitto sulla costituzione, ma sono troppo pigri per leggerla tutta e comprenderla, ergo, si procede alla resa virale di un trafiletto.

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Il famoso articolo 92 recita:“Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.” Tre o quattro giorni fa, non ricordo precisamente quando, mi pare poi di aver sentito uno dei leader della maggioranza di comodo dire espressamente queste parole:”Della squadra dei ministri se ne occuperanno il presidente Conte e il presidente della Repubblica Mattarella”. Mi pare che fosse lo stesso Di Maio, quello che adesso invoca la richiesta dello Stato di Accusa, lo stesso, LO STESSO.

La domanda che poi si sono tutti posti è dunque diventata: ma Mattarella ha violato la costituzione? (Cioè, alcuni di noi se la sono posta, loro sono partiti a bomba come Romain Grosjean a SPA nel 2012)

No. Consiglio a tutti un articolo di Nicoletta Cottone sul Sole 24 Ore che spiega molto bene la situazione. 

Mattarella non ha assolutamente voluto sabotare la nascita di questo Governo. Ha dato a Lega e MoVimento tutti gli strumenti possibili per portare in porto la nave e cercare di ricominciare a parlare di cose serie, quali il futuro del Paese. Ha posto un veto, una spinta europeista, e questo unico paletto è stato distrutto come il sopracitato Groosjean fece con la Ferrari di Fernando Alonso.

La situazione è complessa: la Borsa Italiana ha bruciato 51 MILIARDI IN NOVE SEDUTE. 51 MILIARDI. 51.000.000.000

La nomina di Savona avrebbe portato altra sfiducia nei confronti del nostro paese, con conseguente perdita di denaro e tutto ciò che ne consegue. Dunque, Mattarella, da garante della costituzione del paese, ha agito in nome dell’articolo 47, il quale dice: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito». Peccato che nei testi divenuti virali questa parte se la fosse mangiata il cane.

Ora, che succede?

Beh, gli elettori del Movimento, da quelli con il bomber nero ai vecchi frequentatori della Festa dell’Unità, non lo ammetteranno mai, ma tutta questa situazione e la nevrastenica presa di posizione dei loro leader ha solo comportato una enorme pubblicità a Salvini. Il  leader del Carroccio si è ben tenuto alla larga dalle affermazioni diffamatorie dei suoi (ex?) alleati, al contrario di Giorgina Meloni che ogni tanto ci ricorda di essere ancora politicamente viva, anzi ha subito parlato di elezioni. Dunque in questo quadro Matteo Salvini emerge come uno dei più intelligenti malgrado in condizioni normali perderebbe una gara di intelligenza anche con una zucchina. Salvini è molto più furbo di Di Maio, il quale verrà etichettato come l’unico colpevole di questo fallimento totale e sa che sfruttando ancora una volta l’onda lunga del populismo e dello scontento, prima o poi, avrà i numeri per governare da solo.

La situazione è davvero al limite, quasi tragica, con Mattarella che ha incaricato l’economista Carlo Cottarelli di cercare di formare un nuovo governo.

Ora, Cottarelli era molto gradito al MoVimento Cinque Stelle, il quale molto probabilmente lo avrebbe reso Ministro dell’Economia.

Sostanzialmente questa scelta di Mattarella mette ancor di più in crisi i Grillini, poiché adesso sono quasi costretti a dare la fiducia ad un eventuale nuovo governo, in quanto una scelta contraria gli porterebbe a lanciarsi in una nuova campagna elettorale, ammesso e non concesso che sia finita quella di Febbraio, nella quale sarebbero prede per la prima volta nella loro storia politica. Farebbero, insomma, la figura degli irresponsabili e degli incapaci, anche agli occhi di coloro i quali ancora non si sono accorti che sono irresponsabili ed incapaci.

Purtroppo la realtà ci chiede di agire in nome di determinati macrosistemi che ad oggi dobbiamo solo accettare, tutto ciò potrà non piacere ma non si può più continuare a sopportare una situazione del genere. L’Italia ha bisogno di un governo, non di pagliacci da social, facciamocene tutti una ragione e cerchiamo di vedere le cose oggettivamente.

Mattarella ha dunque salvato il Movimento che potrebbe ora cercare di formare una nuova maggioranza, decisamente più progressista della precedente e governare secondo il suo programma, che troverebbe ampie possibilità di applicazione in virtù del background del Premier Incaricato, il quale ha lavorato anche per la spending review del Governo Renzi e potrebbe essere un ponte tra le due fazioni.

Il tutto avviene nel terribile silenzio della Casellati e Fico, che vi ricordo essere la seconda e terza carica dello stato.

Adesso la palla passa alle ex opposizioni, chiamate ad uno sforzo per permettere di uscire dall’instabilità creatasi in questi tremendissimi ottanta giorni.

Anche perché ci avete rotto i coglioni.

 

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