Monnezza, pt 2: Roma – Grottaglie solo andata

Qualche settimana fa vi avevo ammorbato con la storia e le recenti vicende legate alla discarica di Grottaglie. 

Bene, negli ultimi giorni la situazione si è fatta decisamente più calda e complessa. Mentre i Consiglieri Regionali dell’area hanno temporaneamente impedito il tentativo di “rimodellamento” degli spazi del terzo lotto è arrivata la notizia che la discarica di “La Torre Caprarica” diverrà la casa di rifiuti provenienti dalla più civile e avanzata Roma, la cui situazione è oramai imbarazzante.

In breve: AMA, società che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella Capitale non riesce più a trovare posto nelle discariche del territorio e gli inceneritori lavorano al massimo delle loro possibilità, dunque, come successo con i rifiuti del Napoletano, una decina di anni fa, una parte della monnezza raccolta verrà destinata ad altri impianti dello stivale.

Si, ma perché proprio Grottaglie?

Le coincidenze, nemmeno quelle sfortunate, non esistono. Tutto accade per un motivo ben preciso.

Per arrivare alla risposta al quesito di cui sopra occorre prendere il pc ed armarsi di pazienza.

Partiamo dal sito di AMA Roma, consultando l’organigramma societario troveremo tra le società partecipate ACEA (multiutility leader nel settore idrico, nella vendita di energia e gas, nella distribuzione di elettricità e nel settore del waste to energy), le cui quote per il 51% sono in mano a Roma Capitale.

L’Amministratore Delegato di ACEA, nominato pochi mesi fa, è un uomo chiave per questa storia.

Il nostro uomo infatti oltre a ricoprire il ruolo di AD è membro dei Consigli di Amministrazione di A2A Calore e servizi, A2A ciclo idrico, UNARETI e LGH Holding. Ovvero le società che gestiscono la discarica di Grottaglie. 

Le circostanze e le coincidenze sono oggettivamente inquietanti. Fare due più due è facilissimo. Io non ci voglio credere, non appartiene alla mia persona l’essere complottista e mi rifiuto di pensare che esista un sistema che ha deciso che una zona di Italia deve essere sfruttata per i comodi di altre.

Analizzando le dirigenze di queste società troviamo di tutto, in un turbinio di inciuci tra mercati milionari e politica che farebbero perdere anche al più fervente sostenitore della politica l’ardore per la cosa pubblica.

Troviamo il vicesegretario del PD con incarichi di consulenza per la legge dello sviluppo economico, una sostenitrice della flessibilità lavorativa e dell’alternanza scuola lavoro, rinviati a giudizio, segretari leghisti e chi più ne ha più ne metta. Calpestare tutto in nome dell’imprenditoria virtuosa.

Un quadro desolante, triste, avvilente. Siamo vittime di gente che ci vuole vittime.

(Continua…)

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