Monnezza

Novembre 1995. Mia madre mi custodisce ancora in pancia, tutto il mondo si innamora sulle note di (What’s the Story) Morning Glory? degli Oasis mentre i più smanettoni si accaparrano Windows 95 e la Playstation.

In Italia però si fa i conti con una emergenza. L’emergenza rifiuti.

Dove? A Milano. Colpo di scena, eh?

L’emergenza rapidamente investe tutta la penisola, una pandemia il cui ceppo si sviluppa nella capitale economica del nostro paese. Governo nazionale ed enti territoriali dunque sono messi alla prova duramente: bisogna trovare un posto ai rifiuti.

Siamo nel 1995 e anche a Grottaglie, in provincia di Taranto, si decide di far nascere una discarica. Il perché lo spiega colui il quale fu l’esecutore materiale della costruzione, Pino Settani, leader di Ecolevante, il quale in una intervista rilasciata nel 2008 a Francesco Lenti, un cronista locale, spiegò le necessità dell’epoca che spinsero l’Amministrazione Comunale, all’epoca guidata dal sindaco di centrosinistra Vinci, a prendere questa decisione:

Fino al 1995 ci occupavamo di rifiuti solidi urbani, gestendo una discarica a Castellaneta. La Puglia entrò in emergenza e ci furono delle ordinanze commissariali. Venne imposto alle amministrazioni comunali di gestire i propri rifiuti in impianti controllati. Così accadde anche per Grottaglie, la quale fu costretta a smaltire i propri rifiuti solidi urbani nella discarica di Castellaneta, spendendo al mese circa 50-60 milioni per tutto il servizio. Una cifra molto onerosa che pesava nelle tasche dei cittadini. Era volontà del comune di Grottaglie di dotarsi quindi di una soluzione impiantistica, perché era improponibile che i propri rifiuti fossero smaltiti a 50 km di distanza. In quel momento si pensò di realizzare una discarica per rifiuti solidi urbani, ma la regione Puglia non prevedeva un impianto di bacino nel comune grottagliese. Con l’Amministrazione Comunale avviammo allora un dialogo per proporre un’alternativa al problema per abbattere i costi dello smaltimento a Castellaneta. L’unica soluzione che avesse un senso, era quella di realizzare un impianto alternativo che potesse servire al territorio come contributo alle casse comunali con le royalties per diminuire le tasse sui rifiuti a carico dei cittadini. In quel momento storico non c’erano discariche per rifiuti speciali in Puglia. Visitammo per caso la cava situata a Torre Caprarica, perché forniva tufo e calcare per la copertura della discarica di Castellaneta. Facemmo una proposta tecnica-economica all’Amministrazione Comunale ed il progetto fu accolto favorevolmente da tutti. Proponemmo addirittura di far entrare l’Amministrazione in società. Il comune di Grottaglie doveva versare un capitale abbastanza oneroso, circa 7 miliardi di vecchie lire per il costo del primo lotto, ma non era in grado di sostenere tale spesa.

Nel frattempo però la discarica si è ingrandita, inizialmente erano previsti due lotti anche se negli anni Settani è riuscito ad ottenere i permessi per un terzo lotto, protagonista di questa storia, con una remota possibilità che si possa parlare anche di quarto.

Tra il 2007 e il 2008, quando l’ipotesi “Terzo Lotto” si è concretizzata, nacque un comitato che battagliò duramente per scongiurare l’ingrandimento, non riuscendo però a far cambiare idea alle autorità dell’epoca.

Settani non è solo una persona fondamentale per la nostra storia ma anche per un’altra che dovreste aver sentito.

Il suo nome compare nelle intercettazioni telefoniche che qualche anno fa misero nei guai un imprenditore Barese, tale Giampaolo Tarantini, il quale era accusato di aver organizzato delle festicciole a base di escort alla presenza di un certo Silvio Berlusconi. Settani cercò di utilizzare Tarantini per inserirsi nel business milionario delle bonifiche degli impianti ENI.

Già, siamo a Taranto: Eni, Cementificio, Porto, Ilva, Porto, discariche.

La Puglia è una delle terre più belle del mondo, non sono io a scoprirlo e non lo dico per campanilismo, al tempo stesso però resta una delle più contraddittorie: in pochi chilometri quadrati ci sono enormi sorgenti inquinanti, le quali corrodono in nome del dio denaro persone e ambiente, purificando profitti sputando fuori morte.

In Provincia di Taranto sono attive 7 discariche autorizzate: la “Mater Graziae” dell’ILVA, l’Italcave di Statte, la discarica di Manduria, la Vergine di Lizzano, la discarica di Massafra e “La Torre Caprarica” di Grottaglie. A tutto questo inoltre si deve aggiungere il flusso di rifiuti non controllato, ovvero quello delle discariche abusive, in Puglia una vera e propria piaga: Coldiretti, in un rapporto datato 9 gennaio, ha evidenziato come il 28,7% delle infrazioni legate allo sversamento illecito di rifiuti nelle discariche abusive avviene proprio nel Tacco di Italia.

La situazione tarantina sfiora davvero i limiti del grottesco, con una classe politica allo sbando incapace di contrastare una vera e propria crisi ambientale e sanitaria.

Così, mentre la Regione continua a tagliare posti letto e strutture ospedaliere, la stessa provincia di Taranto continua ad autorizzare ingrandimenti degli impianti di conferimento dei rifiuti.

La questione sanitaria è tragica, non siamo più in emergenza. Stiamo assistendo ad una ecatombe autorizzata. Nel “Registro Tumori 2017” l’ASL, nella sola area socio-sanitaria di Grottaglie, ha accertato 3189 casi di Tumore, numeri enormi per una zona geografica abbastanza delimitata. I numeri sono agghiaccianti in tutta la provincia, ad esempio nella sola città di Taranto i casi accertati sono più di settemila.

Pochi giorni fa il Comitato Tecnico Provinciale ha dato l’ok per l’innalzamento del terzo lotto dell’impianto “La Torre Caprarica” di Grottaglie, utilizzando la scusa della “riprofilatura” per il corretto deflusso delle acque piovane come cavillo per permettere di aumentare la capacità del lotto. Un provvedimento grottesco e a tratti contornato da un alone di illegittimità: sono stati infatti completamente ignorati dalla Provincia i pareri dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale) e quelli dei Tecnici consultati dal Comune di Grottaglie.

Un provvedimento assurdo, venuto alla luce dopo nemmeno 36 ore dalla chiusura dei seggi elettorali. Andreottinamente si potrebbe pensar male del Presidente Provinciale Martino Tamburrano, eminenza grigia del centro destra ionico, messo lì anche dal PD, il quale ha permesso la comunicazione di questo parere favorevole, quando la predetta non sarebbe più stata dannosa per il borsino elettorale della moglie, Maria Francavilla, candidata al Senato col centro destra.

Altro elemento straordinario e molto particolare che emerge nel provvedimento è legato all’Aia, concessa per 16 anni al netto di un dimezzamento delle richieste volumetriche (circa 1 milione e 200mila metri cubi) della società Linea Ambiente. Solitamente questa AIA viene concessa per 5, massimo 10 anni.

Linea Ambiente ha rilevato l’impianto, assorbendo Ecolevante, il 15 dicembre 2014; questa è a suo volta azienda del Gruppo Cremonese LGH, gestita da A2A Spa al 51%, AEM Cremona Spa e COGEME Spa al 15,15% ciascuno, ASM Pavia Spa al 7,80%, ASTEM Spa al 6,47% e SCS Srl al 4,43%.

A2A, azienda di maggioranza all’interno del Consiglio di Amministrazione, è finanziata dal Comune di Milano e da quello di Brescia, che possiedono, in egual misura, il 50% delle azioni della azienda. Un mercato milionario che nutre solo il Nord Italia, continuando ad utilizzare il Sud solo come un posto buono per stipare monnezza ed al tempo stesso permettono alle regioni settentrionali di essere considerare “virtuose”.

E’ un meccanismo molto semplice: le Regioni del Nord abbassano il loro fattore di pressioneIl fattore di pressione è il criterio escludente più importante per impedire la realizzazione di nuove discariche e limitare il quantitativo massimo di rifiuti conferibili in un sito già esistente in un determinato territorio) divenendo virtuosi, mentre i loro rifiuti vengono semplicemente portati da qualche altra parte: al Sud.

La protesta per la discarica di Grottaglie è appena cominciata, anzi: ripresa; al netto di qualche speculazione politica da campagna elettorale (non sto capendo se sono i postumi di quella appena passata o quella che a breve verrà, sono ancora in dubbio).

Resta il fatto che ancora una volta ci si scontra con una situazione amministrativa pugliese deprimente e desolante. I sindaci sono stati abbandonati dalla Provincia e dalla Regione e stanno intraprendendo una battaglia dal sapore epico; un manipolo di pochi contro Regione e Provincia.

I cittadini dovranno far sentire la loro voce e accompagnare questa protesta, con decisione.

 

UPDATE: E’ stata creata una petizione online, per chi volesse firmarla, basta cliccare qui

Andrea Nigro

 

Un ringraziamento speciale al Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, i giornalisti Raffaella Capriglia, Francesco Lenti e Valerio Manisi e Antonio Ottaviano. 

 

 

 

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