Diario Elettorale: Pamela, Sanremo e il Museo Egizio

Bari, 13 Febbraio 2018

Parliamo della destra Italiana e della sua retorica.

Lo so benissimo che i voti, che siano puliti, sporchi di merda o di sangue sono comunque voti e fanno comodo, ma così no. Basta.

Basta. L’orrida vicenda legata alla morte di Pamela Mastropietro tocca lo stomaco. Davvero. Le discussioni generate sul caso sono vomitevoli quasi allo stesso livello dell’atto compiuto.

Oggi, un quotidiano nazionale di destra, che chiameremo Libero, ha così scritto di uno dei presunti colpevoli (ricordiamo che questi sono nigeriani, quindi per la nostra opinione pubblica merda a prescindere):” Awelima Lucky, il richiedente asilo che ha fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro, se ne stava in un albergo a quattro stelle, il Recina Hotel di Montecassiano, alle porte di Macerata, da oltre un anno. Era ospite spesato e mantenuto dallo Stato italiano, anche se aveva già avuto il primo diniego da parte della Commissione territoriale. […]Materiali di pregio, tre eleganti suite, poltrone Frau, connessione internet, alcune stanze con idromassaggio, cure mediche assicurate, mangiare e dormire gratis, oltre alla paghetta giornaliera“.

Porca troia. Fate schifo. 

Generalizzazioni spicciole, gli alberghi a quattro stelle e lo stato italiano. Vi odio, davvero. Conosco personalmente le realtà territoriali dei “Negri negli Hotel (e gli sfollati nelle tende vergogna!!!)” come in un hotel di lusso popolato da uomini di razza caucasica ci sono belle e brutte persone.

Come alla posta, dal salumiere, nelle forze armate e in Parlamento. Come in OGNI FOTTUTO GRUPPO SOCIALE.

La differenza non è bianco o nero, italiano o nigeriano è buona o cattiva persona. Le motivazioni razziali non sono concepibili in un mondo che ha il cellulare che caga e la capacità di pensiero medievale.

Interroghiamoci sul perché Pamela, a diciotto anni, fosse lì, dopo essere fuggita da una comunità di recupero alla ricerca di eroina.

Ma so che a voi non interessa, a voi interessa fomentare l’odio per avere indietro voti sporchi di merda e sangue.

Quindi di cosa ci stupiamo quando un coglione, per di più instabile mentalmente, prende la pistola ed esce di casa sparando a caso addosso a tutte le persone di colore che incontra?

Quasi non fa notizia Maurizio Gasparri, che definisce “Penoso” l’unico momento degno di nota di Sanremo, il commovente monologo di Favino, che alza il livello del nulla del Festival ai massimi storici della storia televisiva recente del nostro paese. Un paese di comici e veline che litigano per una noce di cocco, o ex pornostar e bellocci che mettono il paese dinanzi al dilemma:” La cannabis è una droga pericolosa?”.

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Nel frattempo, quel geniaccio di Giorgia Meloni, quella che sui suoi manifesti elettorali ospita il logo di Forza Nuova (quelli delle torce e forconi sotto la sede de La Repubblica o gli amichetti di John Wayne Traini), si presenta fuori dal museo Egizio di Torino per protestare contro l’iniziativa “Fortunato chi parla Arabo” e viene bellamente, educatamente e simpaticamente presa a pesci in faccia dal direttore del museo, Christian Greco, il quale alla simpatica Giorgia ricorda semplicemente che la Cultura è universale, che lui si adopera per portare la cultura ai senzatetto, ai malati e ai carcerati, spiega ad una piccola ed indifesa Giorgia che siamo l’unico paese al quale l’Egitto permette di esporre le proprie commissioni, ricorda alla Giorgia che il Metropolitan aiutò l’inclusione degli italiani in America con una mostra su Leonardo Da Vinci, ricorda tutte le inziative del museo costringendo la povera Giorgia ad abbassare la testa e girare i tacchi.

Penso che il Direttore Greco abbia regalato un grande insegnamento al paese: con il sorriso, la calma e sopratutto mettendo i mistificatori, i menzogneri e i qualunquisti da quattro lire dinanzi la verità potremmo vincere l’odio.

Episodi precedenti

Diario Elettorale: Day 1

Diario Elettorale: L’invidia

Diario Elettorale: Come il Ragioniere

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