Diario Elettorale: L’invidia

Grottaglie, 3 Febbraio 2018.

Non sono un persona invidiosa, alla fine degli altri mi è sempre importato poco. Però in questi giorni sto frequentando spesso questo sentimento strano, a me sconosciuto.

Ho sempre sostenuto una causa, che fosse popolare o impopolare (vedi Referendum Costituzionale) ma questa volta proprio non riesco a farcela.

Non è un discorso sui candidati ma sui sostenitori.

Oramai i sostenitori, i tesserati di un partito, hanno sostituito la parola dialogo con quella scontro. Non si dialoga, ci si scontra, in eterno. E’ triste pensarci perché più che tribune politiche o discussioni civili assistiamo alle discussioni tra avventori del Bar dello Sport che si scannano per un calcio di rigore non assegnato nel ’98.

“Io sono meglio di te/Noi, al contrario vostro”. Che palle.

La politica in Italia ha sostituito le proposte con gli attacchi, una cosa di per sé stupida, visto che il fine ultimo di un partito/movimento è vedere le proprie donne e i propri uomini entrare nei luoghi previsti dall’ordinamento e legiferare.

In sostanza: in Parlamento, Tv, Radio, Facebook si fa una perenne gara a chi ha il cazzo più lungo invece di proporre soluzioni e sviluppare idee.

Praticamente le discussioni politiche ad un mese dalla elezioni hanno la stessa valenza delle lotte per un giocattolo all’asilo.

“Maestra, l’ho visto prima io!” 

 

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