Diario Elettorale: Day 1

Bari, 1 Febbraio 2018

Mi chiamo Andrea e ho 22 anni, i pochi frequentatori assidui di questo blog già lo sapranno.

Ho 22 anni e mi interessa la politica. La politica è stata un argomento di confronto importante nella mia formazione come persona, perché a casa mia è sempre stato un argomento e mai un tabù.

La politica dovrebbe interessare sempre tutti ma in un periodo come questo interessa davvero a tutti. Lo sanno anche i muri: domenica 4 Marzo si va al voto. Per la prima volta ho al possibilità di partecipare attivamente alla formazione del governo del mio paese, un qualcosa di straordinario, un momento unico per ogni persona che ha la fortuna (e quanto fa male dirlo nel 2018) di poter esprimere liberamente il suo parere nella migliore forma di tutte: il voto.

Mi sento un atipico, ho fatto politica attivamente dai 16 anni. Ho iniziato con alcuni altri ragazzi del mio paese nei Giovani Democratici, la costola giovanile del PD. Una bella esperienza, tramutatasi poi in un incubo, che mi ha profondamente segnato, nel bene e nel male.

Per un paio di anni mi sono fatto gli affari miei, spettatore non pagante di un ambiente che progressivamente si deteriorava sempre di più, ma, dopo due anni di inattività, ho deciso di abbracciare le idee di un movimento cittadino riformista, del quale ancora faccio parte.

Ora nel mio piccolo mi sento in dovere di smentire un paio di luoghi comuni: i politici non sono tutti uguali e non sono nemmeno tutti pezzi di merda. Ci sono eh, ne ho conosciuti tanti ma di solito sono solo piccoli uomini con la Sindrome di Napoleone, di solito questi omuncoli sono facilmente riconoscibili: non sono molto portati per il dialogo e nemmeno per il confronto. Di solito ricoprono ruoli di prestigio inutili e per nulla di rilievo ma immediatamente si arrogano il diritto di essere giudici della tua vita. Fallendo. Quindi tranquilli, brave persone si incontrano.

Come Maurizio, un amico e un compagno di viaggio, che mi ha più volte dato gli spunti per saggiare pregi e difetti di questo mondo.

Sto divagando. Tornando al tema principale di questo diario: il 4 Marzo si vota.

Si, ma chi?

Sul tema ho avuto numerosi confronti con tante persone, ed è stato svilente, perché nessuno (tranne alcuni, ma ci torniamo dopo) si rispecchia in un partito/movimento o candidato, anzi, la gente è alla spasmodica ricerca del meno peggio.

E’ tragicomica questa situazione, anche perché non  una cosa solo italica ma diffusa un pochino in tutto il mondo. Vedi USA.

Non voterò Renzi, Berlusconi, Grasso, Salvini o Di Maio. Perché sono tutti degli enormi paraculo.

Renzi ci ha provato, ma è un neutro, che strizza l’occhio a tutti e cerca sempre di non farsi male invece che decidere e tutto ciò non rientra nella abilità che un Primo Ministro dovrebbe avere. Berlusconi non ha bisogno di presentazioni, è semplicemente un criminale. Lo dice la legge, non io. Grasso è la faccia pulita di una sinistra che ha fallito con Rutelli, Prodi, Veltroni e Bersani. L’ennesimo brocco di una scuderia perdente. Per Salvini fino a due giorni fa ero una merda succhiasoldi, dunque io conservo di lui la stessa considerazione. E Di Maio? Il volto nuovo di un movimento partito con intenti riformista ma che non disdegna il sostegno dell’estrema destra. Il candidato di un MoVimento dal quale il suo stesso leader si sta piano piano svincolado.

Caro diario, sono nella merda.

Avrò bisogno di sfogarmi.

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