Analisi Veloci: Il verme che salverà il mondo

Dennis Rodman è uno dei miei idoli sportivi.

La sua Bio su Wikipedia comincia così:” Dennis Keith Rodman (Trenton, 13 maggio 1961) è un ex cestista, allenatore di pallacanestro, attore e wrestler statunitense, professionista nella NBA.”

Per farvi fare una rapida idea del personaggio vi elenco alcune delle sue imprese rapidamente:

  • Sette volte consecutive miglior rimbalzista NBA, è considerato uno dei migliori specialisti difensivi della storia del gioco;
  • Ha esordito in NBA nei Detroit Pistons, all’epoca soprannominati Bad Boys. Con la franchigia del Michigan ha vinto due titoli;
  • Ha fatto parte dei Bulls del secondo Jordan, vincendo tre titoli NBA;
  • Rodman è conosciuto con il soprannome di “The Worm” (il verme) per le movenze che utilizzava da ragazzo giocando con i flipper;
  • E’ stato con Madonna e si è sposato con Carmen Electra;
  • Ha tentato il suicidio;
  • I suoi capelli hanno subito più maltrattamenti di quelli di una Suicide Girl, si è anche tinto la bandiera del Togo;
  • E’ vegetariano e animalista;
  • Ha avuto molti problemi con l’alcool ma si è disintossicato;
  • Ha partecipato ad una gara di trasporto mogli organizzata dalla Nokia affittando sul posto la moglie da trasportare nei ghiacci Finlandesi;
  • “Quando parli di razza nella pallacanestro, è tutto semplice: un giocatore nero sa che può andare in campo e prendere a calci in culo un bianco.”
  • Ha combattuto in WCW (All’epoca molto più famosa della più conosciuta WWE) ed è stato Campione del programma sul Wrestling di Hulk Hogan;
  • Si è inimicato tutto lo Utah perché ai tempi delle epiche finali con gli Jazz ha insultato tutti i mormoni del mondo;
  • E’ uno dei migliori amici di Eddie Vedder, il frontman dei Perl Jam;
  • E’ stato in Vaticano per favorire le elezioni di un Papa di colore;

Ora, legittimamente, starete pensando come sia possibile che un personaggio del genere sia ad oggi una delle persone più importanti del mondo.

Il 50% della vita nella NBA è sesso. L’altro 50% è denaro.

Semplice, questa foto.

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Riconoscete il ragazzo che indossa la #91 di Rodman?

Forse, da qualche tempo, state sentendo parlare di lui.

E’ Kim Jong-un il dittatore dello Stato meno raggiungibile da qualunque delegazione, di qualunque tipo: la Corea del Nord.

Rodman e Kim sono amici, tanto da definirsi fratelli.

E’ stato un giornalista di Vice, Ryan Duffy, ad individuare questa foto e a convincere Rodman ad incontrare il dittatore nordcoreano in Corea, nel 2013. Da allora i rapporti tra il Verme e Kim si sono sempre più intensificati.

Sempre nel 2013 Dennis Rodman ha organizzato una amichevole tra cestisti Nordcoreani e una delegazione di Ex NBA e Harlem Globetrotters, in suolo Coreano! Risultato comunicato: “Il più salomonico dei 110 – 110” (F. Buffa).

E’ di poche ore fa la notizia riguardante un nuovo viaggio di Dennis in Corea, probabilmente ospite del Dittatore, etichettato recentemente dal Parlamento Americano come “Il nemico numero uno dell’America e dell’Occidente”. E’ stata quasi coincidente all’arrivo del Verme la liberazione del 22enne Otto Warmbier, studente americano, arrestato in Corea del Nord per aver strappato un manifesto di propaganda del regime e condannato, dopo un processo diciamo “sommario” a 15 anni di lavori forzati. Otto, inoltre, è in coma da quasi un anno per,  da quello che hanno diffuso i mezzi stampa, una reazione ad un sonnifero.

Può avere peso questa vicenda: Si!

Dennis Rodman è il personaggio occidentale più influente ad essere in ottimi rapporti con Kim ed è, non dimentichiamolo, un buon amico anche del vecchio Donald, quel folle che siede sullo scanno di Frank Underwood.

Intercettato a Pechino da alcuni giornalisti Dennis ha dichiarato: “Sono qui per aprire una porta di dialogo. Sono sicuro che Trump è piuttosto felice del fatto che io sono qui per tentare di raggiungere qualcosa di cui entrambi abbiamo bisogno”. 

La diplomazia internazionale è nelle mani del Verme.

 

“La mia missione è quella di rompere il ghiaccio tra i paesi ostili. Perché è stato lasciato a me per appianare le cose, non lo so. Tenere al sicuro in realtà non è il mio lavoro: è compito del ragazzo nero [Obama].

Ma ti dico questo: se non finisco nei primi tre posti per il prossimo Premio Nobel per la pace, qualcosa è seriamente sbagliato”

 

 

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