“Gli immigrati negli hotel”

A Grottaglie, in Provincia di Taranto, è stato istituito un C.A.S, Centro d’Accoglienza Straordinaria.

Cito testualmente la definizione: ” I Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) sono immaginati al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti. Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza”.

La struttura individuata è quella del Gill Hotel, famosa attività sul territorio. All’interno del centro sono ospitati circa 90 migranti, sono tutti giovanissimi, di età compresa tra i 20 e i 25 anni e provengono dalla Libia e dai paesi dell’Africa Centrale.

I ragazzi stanno bene, stanno bene perché vengono trattati bene e la riconoscenza nei confronti delle persone che lavorano per la loro salute è visibile. I ragazzi sono ospitati in tutte le stanze dell’albergo sistemati in doppie o triple, sono loro stessi ad effettuare la pulizia delle loro stanze e regolarmente frequentano corsi d’italiano ed educazione civica per accelerare il loro processo integrativo.

Hanno un sistema di regole molto semplice ma egualmente rigido: chi rompe, paga i danni con detrazioni dal poket money, che hanno imparato a rispettare. Le persone con cui ho parlato mi hanno riferito, ma si vede anche dai loro occhi, che dopo un periodo di difficoltà dovute all’impatto con una realtà completamente differente rispetto a quella a cui erano abituati , si sono sempre distinti per le buone maniere e per il rispetto sia verso gli operatori che verso la struttura (Pulitissima!).

Ho visto io stesso dei ragazzi aggiustarsi il letto e riordinare le proprie stanze. Ai migranti viene fornito un set completo di biancheria ogni due settimane, comprendente asciugamani, telo doccia, lenzuola e federe, inoltre hanno a disposizione il locale lavanderia dell’albergo nel quale io stesso ho visto gli indumenti stesi ordinatamente ad asciugare. Per farvi capire le situazioni alle quali erano abituati questi ragazzi: alcuni non avevano mai dormito su un materasso, altri non sapevano cosa fossero le lenzuola e per non sporcare hanno restituito pacchi di biancheria integri.

La cooperativa che affianca questi ragazzi oltre a tenere le lezioni e a garantire le condizioni di vivibilità nel centro garantisce ai Migranti assistenza sociale, sanitaria e psicologica.

I pasti avvengono regolarmente ad orari fissi nella mensa allestita all’interno della struttura, una cosa che mi ha molto colpito della stessa è la simmetria. Il rispetto con il quale era trattata la sala, le sedie erano perfettamente allineate, perché per questi ragazzi la riconoscenza sta nel non creare caos, nell’essere disponibili e non problematici. Ed è stato bellissimo poter vedere questo.

E’ stato bellissimo poter interagire con loro, erano davvero felici di farsi vedere, di presentarsi. Io ero emozionato, perché ho visto miei coetanei con una speranza di rinascita dopo aver passato chissà quali peripezie negli stessi anni di vita in cui il mio problema più grande è stato quello di non riuscire a dimagrire. Mi ha fatto emozionare poter parlare con loro, mi hanno chiesto cosa ci facessi lì, ho dovuto spiegarli che ero lì per raccontare come vivessero e loro mi hanno regalato solo grandi sorrisi (Penso anche che mi abbiano preso per il culo per il mio francese, o per qualunque cosa volesse essere quel mio farfugliamento, però han fatto ridere un sacco anche me).

Ora, amici Grottagliesi, portatori sani di autismo da tastiera, vi svelerò due cose sugli immigrati negli hotel, due cose che vi faranno stare male e vinceranno tutte le vostre views piene di populismo.

  1. Per i proprietari dell’albergo questa possibilità è stata una manna dal cielo, la cooperativa che gestisce il centro, infatti, paga loro un regolare affitto, questo ha permesso di salvare la struttura stessa da un fallimento imminente, dato che a Grottaglie non ci sono milioni di turisti l’anno.
  2. IL WIFI. Lasciate perdere Bello Figo Gu e la sua “arte” una connessione wifi stabile per questi uomini è fondamentale. Non viene usata nè per i porno nè per i blog di dubbio gusto ma per poter comunicare con i propri cari. Sapete, penso che non ci sia cosa più bella per una madre nel sentire che il proprio figlio lontano stia bene e penso che non ci sia nulla di più bello nel poter vedere e sentire che il proprio fratello ha una speranza. La wifi è una necessità, non un capriccio.
  3. Il suddetto Poket Money è un sussidio di 35 euro che viene fornito giornalmente ad ogni migrante, nei 35 sono comprese tutte le spese di gestione del centro quindi solo una piccola parte di quel denaro è spendibile dai migranti stessi. (Dai, leghista, lamentati dei 35 euro quando cinque mesi fa hai tenuto in vita il Senato, così da far continuare a vivere una Camera completamente inutile nel 2017).

Adesso, questo articolo avrebbe dovuto avere una composizione e un finale diverso. Volevo mostrarvi volti, immagini, sorrisi ma tutto ciò non mi è possibile. Per fare una cosa del genere avrei dovuto avere un permesso da parte della Prefettura di Taranto, permesso che tuttora non mi è arrivato . Non mi lamento della burocrazia, ci saranno cose più importanti della mia mail come ci sono giuste restrizioni al materiale audiovisivo con protagoniste queste persone, spesso per tutelare la loro stessa incolumità.

Avrei potuto aspettare mesi per pubblicare questo pezzo, avrebbe avuto delle foto e sarebbe stato meno pesante e più bello, ma non lo farò. Semplicemente per un motivo: questa è la settimana contro il razzismo e son convinto che il mio messaggio possa esulare da una forma più bella e con più immagini. Voglio sfruttare questa settimana in cui magari anche i più coriacei sono più ricettivi per far passare un messaggio importante: noi siamo la speranza di tante persone.

Abbiamo mille problemi come Italia, ma come Italiani siamo il popolo più bello del mondo, viviamo al centro della culla della civiltà e non possiamo venir meno al compito che la nostra storia e la nostra tradizione ci hanno affidato. Siamo destinati ad essere suolo di passaggio, siamo nati con le spalle larghe, il sorriso e l’anima buona. Siamo stati migranti, con le pezze in culo e le valigie di cartone, e abbiamo pagato con umiliazioni e morti i nostri tentativi di trovare un futuro migliore. Non neghiamo a questa gente, a queste persone, questa possibilità, impariamo dagli errori degli altri, quelli che abbiamo subito sulla nostra pelle.

Andrea Nigro

 

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3 Comments

  1. Claudia

    Con le valige di cartone i nostri sono andati a cercare lavoro. Qui lavoro non ce n’è nemmeno x noi. Non sanno cosa sono le lenzuola??? Però hanno un cellulare all` ultimo grido. Nei centri scommesse ci entrano loro. Verificare x credere. Ma non si parla solo di loro ultimi arrivati. Sono anni che tutte le mattine avanti al bar il forno si presenta lo stesso uomo di colore a chiedere soldi col cappello e ti sfida sz non glieli dai invicando parole nella sua lingua. Verificare anche questo ( ci vado solo il giovedi mattina) è lì ogni mattina alle 8,15 circa. Perché non ricambiare l`ospitalità concessa loro con lavori socialmente utili dato che oziare non fa bene a nessuno? Forse li vedremmo con altri occhi. Buongiorno

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    1. Andrea Nigro

      “Hanno il cellulare all’ultimo grido”

      È questo il livello a cui si ferma la comprensione di una piaga sociale serissima.

      Il processo integrativo è lungo signora Claudia, non è assolutamente immediato.
      Loro vogliono lavorare e lo dicono apertamente, ma per farlo devono prima imparare la lingua, gli usi e i costumi.

      Fermarsi a considerazioni semplicistiche come “oziano, hanno il cellulare bello e stanno nei centri scommesse” è puerile.
      La invito ad andarci a parlare scoprirà tantissime storie che vale la pena conoscere.

      Ah, la maggioranza di loro ha i cellulari non perché provengono da paesi poveri ma perché provengono da paesi in guerra o sotto dittature dove non potrebbero più vivere.

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