SI vergogniNO

Se qualcuno di voi non lo sapesse domenica si vota.

Si vota per confermare o meno il testo della Riforma Costituzionale approvata dal Parlamento il 12 aprile 2016 (senza la maggioranza assoluta dei 2/3 necessaria), recante «disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione»

In breve mi piacerebbe illustrare il contenuto delle modifiche apportate dalla legge sulla costituzione italiana:

 

Proposta del Governo Stato attuale delle cose Modifiche in seguito alla vittoria del SI
Superamento del bicameralismo paritario Il bicameralismo perfetto è un sistema parlamentare in cui due camere hanno gli stessi poteri. Nel sistema italiano tutte le leggi, sia ordinarie sia costituzionali, devono essere approvate dalla camera dei deputati e dal senato. Anche la fiducia al governo deve essere concessa sia dai deputati sia dai senatori. La camera dei deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che dovrà accordare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e nella stragrande maggioranza dei casi le leggi ordinarie. I rami del parlamento restano due (camera dei deputati e senato della repubblica), ma avranno funzioni diverse. I senatori parteciperanno, come oggi, all’elezione del presidente della repubblica, dei componenti del consiglio superiore della magistratura e dei giudici della corte costituzionale. La funzione principale del senato sarà quella di raccordo tra lo stato, le regioni e i comuni, una funzione svolta oggi dalla Conferenza stato-regioni. Al senato sarà attribuita anche la funzione di valutare le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni. Per alcuni tipi di legge servirà l’approvazione di entrambi i rami del parlamento: le leggi costituzionali, le leggi sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione delle politiche europee, le leggi sull’elezione del senato e quelle che incidono direttamente sull’ordinamento di regioni, comuni e città metropolitane
Riduzione del numero dei parlamentari   Il senato diventa un organo rappresentativo delle autonomie regionali composto da cento senatori (invece dei 315 attuali), che non saranno eletti direttamente dai cittadini, ma dai consigli regionali e dal presidente della repubblica. I consigli regionali sceglieranno 95 senatori, nominando con metodo proporzionale 21 sindaci (uno per regione, escluso il Trentino-Alto Adige che ne nominerà due) e 74 consiglieri regionali (minimo due per regione, in proporzione alla popolazione e ai voti ottenuti dai partiti). Questi senatori resteranno in carica per la durata del consiglio regionale che li avrà eletti. Il presidente della repubblica nominerà cinque senatori, che rimarranno in carica sette anni. La carica di senatore a vita rimarrà solo per gli ex presidenti della repubblica. I cinque senatori a vita attuali resteranno in carica ma non saranno sostituiti. A ciascuna delle province autonome di Trento e Bolzano spettano due senatori. La legge per l’elezione dei senatori non è ancora chiara e sarà presentata dopo il referendum.
Contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni   Riduzione del numero dei sentori a 100 (315 attuali). I Senatori non percepiranno più lo stipendio dal Senato ma percepiranno soltanto il compenso come Amministratore Locale.  [La Boschi ha affermato che si risparmieranno in totale 490 milioni di euro all’anno.  Secondo invece un documento riportato dal Fatto quotidiano, i risparmi certi per la finanza pubblica ammonterebbero a 57,7 milioni di euro, mentre le spese per il senato diminuiranno del 9 per cento.]
Soppressione del CNEL Il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) si occupa delle leggi sull’economia e sul lavoro. Ha il compito di fornire dei pareri su questi temi al governo e al parlamento, ma può anche proporre delle leggi. È uno degli “organi di rilievo costituzionale”, cioè un organo previsto dalla costituzione, ma non essenziale al funzionamento dello stato. La Riforma considera inutili i costi di gestione del CNEL e ne propone l’abrogazione. Per un risparmio annuo di circa 20 milioni di euro.
Revisione del titolo V della parte II della Costituzione Il titolo V della seconda parte della costituzione è dedicato agli enti territoriali: comuni, province, città metropolitane e regioni. Sin dagli anni settanta fino al 2001 sono stati attuati dei provvedimenti affinché gli enti potessero acquisire sempre più autonomia legislativa e finanziaria. La riforma vorrebbe ridurre queste autonomie. La principale modifica proposta dalla legge Boschi è la revisione delle competenze legislative di stato e regioni, la soppressione della cosiddetta competenza concorrente, cioè della sovrapposizione di competenze tra stato e regioni, e l’introduzione di una “clausola di supremazia”, cioè del principio per cui, nei casi d’interesse nazionale, le decisioni dello stato prevalgono su quelle delle regioni. La riforma prevede anche l’abolizione delle province. Le materie che saranno di competenza esclusiva dello stato sono una ventina. Tra queste: la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia; le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale e le relative norme di sicurezza; i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale; il commercio con l’estero; l’adozione di disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, per le politiche sociali, per la sicurezza alimentare e il turismo; la tutela e sicurezza sul lavoro, le politiche attive del lavoro, l’ambiente e l’ecosistema; il sistema nazionale e il coordinamento della protezione civile; il coordinamento dell’uso delle tecnologie digitali nell’amministrazione statale, regionale e locale; il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; l’adozione delle norme sui procedimenti amministrativi per assicurarne l’uniformità sul territorio nazionale.

Le principali critiche nei confronti della riforma sono molteplici: In primis è evidente la superiorità che acquista il governo all’interno del panorama politico italiano. Ne aumentano esponenzialmente le funzioni e le aree di competenza esclusiva e si dimezza il controllo sull’esecutivo.

I sostenitori del SI e del NO

Il Si: Matteo Renzi e il Governo.

Il No: La più grande accozzaglia di gente mai vista: l’ala Bersaniana del PD, il Movimento 5 Stelle, la Sinistra tutta (anche quella riformista), la Lega, Forza Italia, Casapound, i No Tav, i No Triv, le associazioni studentesche, i sindacati, l’ANPI, la magistratura democratica e tanti altri. Fate voi.

Anche lui! (Si è vivo e lotta insieme a noi)

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La campagna elettorale

Indiscutibilmente una delle più belle di sempre, ovviamente non rapporto la mia definizione al confronto politico ma al trash.

Mentre il fronte del si ha monopolizzato con inserzioni pubblicitarie infinite, fatte oggettivamente benissimo, i nei siti più frequentati sul web (Facebook e YouTube in primis) i sostenitori del no si sono arrabattati come meglio potevano, ovvero con i fake che fanno tremila likes e settecento condivisioni.

Io, cari italiani, non riesco ancora a capire come cazzo si faccia a cadere nei tranelli dei fake. Sono talmente fatti male che anche un bambino di tre anni si accorgerebbe della loro palese falsità. Per testarne l’effettiva efficacia ho provato anche io a condividere Screenshot (33).pngun fake.

Una roba talmente brutta e inverosimile che nessuno dotato di buon senso potrebbe crederci. Bisognerebbe porsi delle domande quando si legge una notizia di qualunque genere per capire l’attendibilità della stessa, la veridicità, la possibilità che questa possa avere dei fondamenti reali e altre duemila sfaccettature che dividono con un muro la figura dell’ informato a quella dell’idiota che opera nel nome dell’onesta.

Risultato? Il mio amico Matteo, che saluto, mi ha preso per pazzo e due persone lo hanno condiviso. Ero quasi deluso delle sole due condivisioni, ma, al tempo stesso, una luce di speranza sul cervello funzionante della razza umana mi si era riaccesa. Poi ha fatto quello che non dovevo. Ho controllato le condivisioni. Bene un mio amico virtuale ha condiviso il post che a sua volta è stato condiviso 26 volte. VENTISEI. In un bacino d’utenza minimo. Pensate alla portata che hanno queste stronzate su milioni di persone. Ora non  vi stupite più di come sia possibile che il M5S possa vincere le elezioni eh?

Le dimensioni esigue del fronte del si sono, in fase di campagna elettorale, un paradossale vantaggio. Perché nell’incredibile confusione del fronte del no ci sono anime troppo contrastanti che si pestano, anche indirettamente, i piedi a vicenda.

Spiegate ad un partigiano dell’ANPI questo manifesto di Casapound ad esempio.

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Oppure spiegatemi come sia possibile un leader politico che invita i suoi sostenitori a “non votare con la testa ma di pancia.” Perché giustamente la Costituzione si modifica o no solo per una scelta puramente di pancia, se vuoi ragionare sei un disonesto a prescindere. Ma ehi, stiamo parlando di uno che manderà alle prossime elezioni uno che inventa dialoghi con la mamma per pubblicizzare le sue trovate populiste del cazzo e i suoi incontri in piazza. Cari Grillo e Di Battista, non siete delle rock star, non siete stati eletti per fare un tour, avete vinto le elezioni non X-Factor!

Gli Italiani

Cari italiani, il Referendum Costituzionale è sulla costituzione. Sembra banale ribadirlo ma lo trovo di cruciale importanza in tutta questa analisi. Renzi ha commesso in principio l’errore di legare la sua figura indissolubilmente all’esito del Referendum, salvo poi tornare indietro sulle sue stesse parole per ritrattarle. Io non sono Grillo, io vi dico di votare con la testa, perché alcuni punti di questo Referendum sono gli stessi contenuti nel programma di tutti i partiti alle scorse elezioni. Snellire il processo di produzione di una legge è fondamentale, non possiamo lamentarci dell’utilizzo eccessivo dei decreti senza considerare le lungaggini eccessive del normale iter, è oggettivo che il tempo è eccessivo e non possiamo permetterci mesi se non anni di ping pong tra camere ogni volta. Votate sul testo e non sui preconcetti. Votate sapendo che non esiste la dittatura e informatevi sul fatto che Renzi è stato legittimato dal voto così come lo è stato Berlusconi.

Perché la cosa incredibile degli italiani è che stanno votando no i difensori della costituzione, sopratutto perché la legge è stata fatta da un presidente abusivo, poiché non eletto dal popolo.

AIUTO

Chi Vince?

Non mi sembra possibile fare un pronostico, perché se è vero che Renzi è come Berlusconi e nessuno lo vuole votare, alla fine vince lui. Di certo il fronte del no è corposo e in vantaggio. Secondo me chiunque si imporrà lo farà con uno scarto minimo.

Però adesso, amici del si, posso pure dirvelo:

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Avete rotto il cazzo!

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