Election Day

I due pugili oramai hanno cominciato a darsele, basta minacce e mezze frasi, hanno fatto i controlli di rito e le ultime dichiarazioni spavalde al controllo prima del Match. Ora sono pronti a darsele davvero.
 
Io farò l’annunciatore. Il miliardesimo annunciatore di una faida di ideologie, di una guerra di posizione, di uno dei più evidenti “noi contro voi” della storia recente della politica.
Quindi, Ladies and Gentlemen
All’angolo Sinistro da Chicago, Illinois, la prima donna a concorrere per la Casa Bianca per un grande partito, Hillary Diane Rodham Clinton.
All’angolo Destro, da New York City, New York, il più grande populista mai visto vicino alla Casa Bianca, Donald John Trump.
Sono loro due. In realtà ci sono altri scomodi antagonisti, che sono comprimari che ritrovi a pagina due di un libro da mille pagine di cui a metà lettura ti dimentichi. Per diritto di cronaca gli altri candidati sono: Gary Johnson e  Jill Stein, candidati in 30 Stati, Darrell Castle, Rocky De La Fuente,James Hedges, Alyson Kennedy,Gloria La Riva,Evan McMullin,Monica Moorehead e Mimi Soltysik,  candidati in 3 stati. Evito di continuare la carrellata delle comparse, per la precisione altre 19, che sono candidate in un solo Stato. Più che un incontro di boxe si potrebbe definire questa elezione come una Battle Royal, dove solo il più forte resta vincitore al centro del ring, ma è una Battle Royal che vede i due pesi massimi fagocitare gli avversari e quindi è inutile dire che le luci della ribalta si concentrano solo loro due.
Ma chi sono veramente Hillary Diane Rodham Clinton e Donald John Trump?
Sarebbe semplicistico definirli un pericolo, ma è quello che sono. Hillary sta pagando mediaticamente tutti gli errori della gestione Obama, nella quale ricopriva il ruolo di Segretario di Stato, dunque anch’essa ha avuto un ruolo determinante in alcune scelte soprattutto di politica estera (la sua principale mansione) non proprio felicissime per usare un eufemismo, il Premio Nobel per la Pace che sta facendo radere al suolo la Siria in nome della libertà. L’altro, il paffuto riccone, è un razzista che pensa che tutte le donne sono delle puttane e non è in grado di gestire da solo il suo account Twitter. Sarebbe praticamente il candidato perfetto per voi “maschi alpha” che riuscite a ridere delle battute di Sesso Droga e Pastorizia.
Ma andiamo nel dettaglio, come nelle migliori Antologie, Vita e Opere.
Hillary Clinton 
clinton
  1. Nata nel 1947. Avvocato penalista e docente di Diritto prima, Lady di Ferro della politica USA poi.
  2. Nel 1975 ha sposato Bill Clinton, che ha ricoperto la carica di presidente dal 1993 al 2001. Bill ha, nello stesso periodo, ricoperto in altri modi Monica Lewinsky. Hillary ha tenuto botta allo scandalo sessuale che vedeva coinvolto il marito, eclissandolo completamente dal punto di vista dell’importanza. Bill oramai è come Bettarini con la Ventura, presto lo vedremo al Grande Fratello.
  3. Dal 2001 al 2009 è stata Senatrice. Sostenitrice della prima ora degli interventi militari in Afghanistan e Iraq ha poi contestato la politica militare di Bush.
  4. Nel 2008 è stata sconfitta da Obama alle primarie del Partito Democratico. Primarie, Partito Democratico e paese che rischia di finire nel populismo più becero, Hillary è stupendamente Bersaniana. Povera lei.
  5. Segretario di Stato fra il gennaio del 2009 e il febbraio del 2013. Una delle notizie che più potrebbe stravolgere questo risultato elettorale si rifà alle mail top secret che  il server personale dell’ex first lady aveva ospitato. L’FBI ha più volte aperto indagini sulla questione, scagionando la Clinton due giorni fa.
  6. “Il modo migliore per aiutare Israele nell’affare, vista la capacità nucleare crescente dell’Iran, è quello di aiutare il popolo della Siria a rovesciare il regime di Bashar Assad”. Questo sarebbe un estratto di una delle mail contestate, ciò indica una propensione interventistica pericolosissima che potrebbe sconvolgere i fragilissimi, quasi impalpabili, equilibri in Medio Oriente.

Frasi Celebri:

  • “Lesbiche, gay, bisessuali e transgender americani sono nostri colleghi, insegnanti soldati, amici, i nostri cari e sono cittadini a tutti gli effetti, uguali a noi e meritano i diritti di cittadinanza. Questo include il matrimonio.”
  • “Negli anni ’70 io lavoravo per il Children’s Defense Fund e mi battevo contro la discriminazione dei bambini afroamericani nelle scuole. Lui nel frattempo veniva querelato dal Dipartimento di Giustizia per discriminazione razziale nei suoi condomini. Negli anni ’80 io lavoravo per riformare le scuole in Arkansas. Lui si faceva prestare 14 milioni di dollari da suo padre. Negli anni ’90 ho detto a Pechino che i diritti delle donne sono diritti umani. Lui insultava una donna, Alicia Machado, ex miss Universo, definendola una «macchina per mangiare».E mentre io partecipavo ai briefing sull’operazione per uccidere Osama Bin Laden, lui conduceva The Celebrity Apprentice. Quindi sono felice di confrontare i miei trent’anni di esperienza con i suoi”

Donald Trump

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  1. Nativo del 1946 è figlio di uno degli imprenditori più ricchi della Grande Mela,  Fred Trump.
  2. Personaggio arcinoto per la grettezza di alcune sue dichiarazioni e per i suoi bizzarri comportamenti è famoso in tutto il mondo. Ha fatto anche il wrestler, vedere per credere.
  3. Nella classifica di Forbes sugli uomini più ricchi al mondo è alla posizione numero 405, con un patrimonio stimato in 4,1 miliardi di dollari.
  4. Nel 1998 è apparso, as himself, in Celebrity, di Woody Allen. Dal 2004 Donald Trump ha condotto un suo reality show televisivo: The Apprentice, nella versione italiana condotto da quel margiale (perdonate il francesismo ma son pugliese) di Flavio Briatore.
  5. Attivo in politica dal 2000, si è più volte vociferata una sua candidatura per il ruolo di Presidente.
  6. Trump si dichiara a favore delle armi, contrario agli aiuti internazionali, contrario alla pressione tributaria, si dichiara nemico della “Cina Comunista” e si dichiara contrario della Legge Sanitaria.
  7. Si è sposato tre volte e ha avuto cinque figli.

Frasi Celebri:

  • “Per tutta la vita ho visto politici che si vantavano della loro povertà, di come sono sorti dal nulla, quanto poveri fossero i loro genitori e i loro nonni. E mi sono detto, se sono rimasti poveri per così tante generazioni, forse questo non è il tipo di persona che vorremmo eleggere come alto funzionario. Quanto possono essere intelligenti? Sono degli idioti. C’è una percezione positiva della povertà da parte degli elettori. A me la povertà non piace. Di solito c’è una ragione per cui si è poveri. Volete come presidente qualcuno che letteralmente ottiene il più alto stipendio della sua vita (con la carica governativa)?”
  • “Sai, sono automaticamente attratto dalla bellezza – inizio subito a baciarle, è così. È come una calamita. Bacio subito. Nemmeno aspetto. Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare tutto. Afferrale dalla figa. Puoi fare tutto”
  • ” Stiamo perdendo molte persone per colpa di internet e dobbiamo fare qualcosa. Dobbiamo andare a parlare con Bill Gates e con altre persone che capiscono davvero cosa sta succedendo. Dobbiamo parlare con loro e forse, in certe aree, dobbiamo chiudere questa internet in qualche modo. Qualcuno dirà “Oh, la libertà di parola, la libertà di parola!”. Sono sciocchi. C’è un sacco di gente sciocca. Dobbiamo fare qualcosa con internet perché stanno reclutando migliaia di persone, lasciano il nostro paese e quando tornano indietro noi li riprendiamo”
  • “Costruirò un grande muro – e nessuno costruisce muri meglio di me, credetemi – e lo costruirò molto economicamente. Costruirò un grande, grande muro sul nostro confine meridionale, e farò che sia il Messico a pagare per quel muro. Segnatevi le mie parole.”

 

Beh, io due così non vorrei mai vederli concorrere per la carica di uomo più potente del mondo. Una donna, che potrebbe fare la storia, ma che si è rivelata inadeguata in politica estera, e una parodia di Berlusconi che mi inquieta tantissimo.

Sono d’accordo con Robert De Niro quando parla di Trump: “È così vistosamente stupido. È un teppista, è un cane, è un porco, è un truffatore, un artista della cazzata, è un bastardo che non sa di cosa sta parlando, non si occupa dei propri compiti, se ne frega, pensa di potersi prendere gioco della società, non paga le tasse. È un idiota. Colin Powell (un generale americano di lungo corso) l’ha descritto anche meglio: è un disastro nazionale, è un imbarazzo per questo paese. Mi rende così arrabbiato il fatto che questo paese sia arrivato fino a questo punto con questo buffone, questo cretino, che sia finito in questo modo. Parla di come gli piacerebbe prendere a pugni in faccia la gente? Be’, a me piacerebbe prendere a pugni lui. E questo sarebbe uno che vorremmo come presidente? Non penso proprio. Quel che mi interessa è quale strada prenderà questo paese e sono davvero molto preoccupato della direzione sbagliata che potrebbe imboccare con uno come Donald Trump. Se vi importa del vostro futuro, votate per il vostro futuro.”

Non è in gioco solo il futuro del paese dei barbecue con la Bud, del paese di LeBron James e Damian Lillard, della torta di mele, dei redneck di “A mani nude nella palude” e dei Fast and Furious (Climax discendente delle mie cose preferite dell’America). Stiamo parlando del futuro del mondo. L’America è la potenza più influente del mondo  e a contendersela ci sono due persone inadatte. Io sono spaventato. Nuove Aleppo o nuovi KKK. Un paese ricco di contraddizioni dove le macchine volano ma i neri vengono freddati nei ghetti. L’America non è pronta a nessuno dei due, così come noi. E intanto la Turchia, che è garantita in campo internazionale dagli USA, incarcera gli oppositori del governo, Israele continua impunemente a fare quello ciò che vuole nella Striscia di Gaza, la Primavera Araba ha solo arricchito le multinazionali del petrolio, e altre migliaia di situazioni che potrebbero degenerare.

Solo il futuro ci dirà se queste mie impressioni sono giuste o delle idiozie sparate per aria. Oggi però siamo tutti in attesa del risultato.

#LoveTrumpsHate (Gioco di parole spettacoloso) oppure #DrainTheSwamp (Trump, paludi, propaganda, Mussolini; sono un mostro con il gioco delle associazioni) e #MakeAmericaGreatAgain?

Io, nel dubbio, scelgo Frank Underwood.

A Stanotte.

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