A Roma abbiamo capito che il diritto alla religione non esiste

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. E’ l’articolo 19 della nostra Costituzione a garantire la libertà di culto in Italia.

Da qualche anno la demonizzazione dell’Islam è palpabile, si percepisce nell’aria una pesantezza ideologica figlia dell’ignoranza nei confronti della religione islamica. Una sorta di veto implicito nei confronti delle persone di fede islamica anche nel dichiarare di abbracciare il culto di Allah.

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Oggi, a Roma, la comunità islamica della capitale si è ribellata ed è scesa in piazza per l’iniziativa dal titolo “Chiudere le moschee non ferma le preghiere” per protestare riguardo alla chiusura di alcune moschee della capitale, che dalle agenzie di stampa sono state semplicisticamente definite “illegali”. (Anche perché le parole Moschea, Islam e Illegale nell’articolo eccitano i populisti e portano visual e condivisioni).

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La realtà dei fatti è che tuttora non esiste una normativa che regolamenta con chiarezza le modalità con cui istituire sul suolo Italiano una moschea. Nel 2016, l’Italia non è ancora in regola con la sua stessa Costituzione, entrata in vigore nel 1948. Il problema è che questo mix di buchi normativi, disinformazione delle masse, cattiva informazione e populismo fa accrescere un odio ingiustificato nei confronti di una moltitudine grandissima di donne e uomini che non sono liberi di esprimere la loro fede.

I manifestanti scesi oggi in piazza, all’ombra del monumento che ricorda la multiculturalità del mondo, ovvero il Colosseo, hanno voluto mostrare al mondo, che ancora non è informato, come avviene un rito islamico, stringendosi in un momento di preghiera collettiva in pubblico.

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La libertà religiosa in Italia è un tema molto caldo, sicuramente è impossibile negare i legami morbosi tra l’Italia e la Chiesa Cattolica, ma non possiamo più accettare queste notizie che ci sconvolgono e che ci fanno pensare sugli atteggiamenti retrogradi della nostra società e delle nostre amministrazioni. Vogliamo chiudere ricordando Valeria Miluzzo morta insieme ai due gemellini che custodiva nel suo grembo per il non operato di un medico obiettore.

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Testo a cura di Andrea Nigro; Lentispesse; Mail: andreanigro096@live.it

Foto a cura di Andrea D’Aversa; Mail: andredub@libero.it

 

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