La semplicità dei più grandi

Non avrei mai voluto scrivere queste parole. Però sento di doverlo fare, adesso che sto cercando di recuperare un minimo di lucidità.

Salvo, mi permetto di darti del tu, come quando eri un amico dei miei e non il mio Professore di Storia e Filosofia. Come quando ti vedevo a casa mia insieme a tutti i colleghi dei miei genitori nei grandi pranzi di inizio giugno.

Ieri è stato strano, eri talmente grande che la gente pareva paralizzata. Sconvolta.

Aver potuto captare i tuoi insegnamenti è ad oggi uno dei più grandi privilegi per me, tu sei quel tipo di uomo che parla con le persone e le migliora, Salvo hai la predisposizione naturale al bene,  con un sorriso e un motto di spirito sei entrato sottopelle a centinaia di ragazzi, sei stati per tanti un faro, un riferimento.

Sei una persona fondamentale, “Quando vedi qualcosa che ti interessa, parlane” ed oggi siamo qua, su questa pagina di scrittura del blog. La tua influenza è stata cruciale.

Quel giorno di Gennaio, grigio, brutto, non potrò mai dimenticarlo. Non potrò dimenticare quel Dicembre, quel 23 dicembre, ultimo giorno di lezione prima delle vacanze. Entrasti in classe, accendesti il tuo pc e cominciasti a proiettare uno dei tuoi affreschi di filosofia  E d’un tratto tutto nero: “Beh, buone vacanze wagnu”.

Non lo potevamo sapere. Quel giorno di gennaio, quello in cui scoprimmo che non era solo stato l’ultimo giorno di lezione prima delle vacanze, rientra di diritto tra i momenti più brutti della mia vita e in quella di tanti miei compagni, che come me a te devono tanto.

La tua cultura sconfinata

La tua ironia, geniale

Il tuo modo di comunicare con le persone, gentile, accorato, unico

La tua visione pacifista

La cartina attaccata alla porta con le puntine da disegno

Il telecomandino per il pc

Lo sfondo dello stesso, che ti ritraeva mentre correvi, pieno di vita, come sempre

Le tue massime, le ricette, quella del panino con la mortadella l’ho provata più volte, come sempre avevi ragione tu.

Sono cose che porterò con me, per sempre.

Ero molto triste, ieri, durante quel saluto, elegantissimo, che ti abbiamo dedicato, però ad un certo punto pensandoti ho sorriso, perché tu non avresti accettato tutte quelle lacrime, tu anche negli ultimi momenti della tua battaglia eri il primo ad interessarti al tuo interlocutore. Il tuo ” Come stai?”  era un colpo allo stomaco, la forza di un uomo infinito.

Restano tanti rimpianti

Mi ero ripromesso, dopo gli esami, di venirti a trovare come mi avevi detto di fare.

Per sempre resterà il cruccio di esserci visti per l’ultima volta di corsa davanti ad un bar.

Mi riprometto di ricordarti per sempre come un uomo gigantesco, come una leggenda. E mi riprometto anche di smettere di piangere perché come dicesti un giorno: “La vera filosofia è prenderla a ridere senza prenderla in culo”

Ci vediamo dall’altra parte, dobbiamo ancora bere del vino insieme.

Ciao Salvo

Ciao Prof

 

 

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