Guida al Referendum Costituzionale

Ehi, Italico Popolo, ad Ottobre si vota di nuovo quindi è giunto il momento di fare una veloce informazione riguardo quello che andremo a scegliere nella cabina elettorale. Mi preme ricordare ai miei coetanei che non c’è nessun mostro nelle cabine elettorali e che i pericoli nascono quando non si vota.

Ma per cosa si vota? Quali saranno le modalità del voto?

Si vota per confermare il ddl Boschi, ovvero la riforma Costituzionale promossa dal ministro del governo Renzi, già approvata dal Parlamento. Si vota perché l’approvazione non è stata ottenuta con il voto favorevole dei due terzi dei membri di ciascuna camera, dunque bisogna ricorrere all’istituto referendario. Sarà dunque un Referendum Confermativo, si sceglierà tra il SI e il NO e non è previsto il Quorum, quindi tutti noi, delusi e incazzati con i Renziani per l’esito del Referendum sulle trivelle, non potremmo vendicarci a colpi di #CIAONE.

Cosa prevede la Riforma? 

Sul sito del Senato è presente il testo integrale ma per risparmiarvi la fatica schematizzerò in breve il tutto, perché so che siete pigri e non andrete mai a leggere.

La riforma prevede innanzitutto la fine del cosiddetto “bicameralismo perfetto”, espressione con cui si definisce un sistema parlamentare le cui camere svolgono più o meno le stesse funzioni. Il Senato perderebbe gran parte dei suoi poteri e anche dei suoi membri, da 315 Senatori passeremmo a 100, il nuovo Senato sarebbe così composto: 74 consiglieri regionali nominati dai rispettivi consigli regionali, 21 sindaci e 5 membri nominati dal presidente della Repubblica. Le modalità per l’elezione saranno stabilite in seguito ma nel ddl Boschi è accennato che comunque si terrà conto della volontà dei cittadini in fase elettorale.

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Con la riforma la maggior parte del potere legislativo finirebbe in mano alla sola Camera dei Deputati, tanto che il nuovo Senato non voterebbe nemmeno la fiducia al governo.

Il Senato manterrà la possibilità di approvare, abrogare o modificare leggi, soltanto in un numero limitato di ambiti: riforme costituzionali, disposizioni sulla tutela delle minoranze linguistiche, referendum, enti locali e politiche europee. In tutti gli altri, la Camera agirà in completa autonomia.

La riforma inoltre auspica la riduzione dei poteri degli enti locali a favore di una maggiore centralizzazione degli stessi. Dunque si andrebbe a modificare il Titolo V della nostra costituzione, riformato con le medesime modalità del ddl Boschi nel 2001, in quell’occasione agli enti locali fu concessa l’autonomia finanziaria e organizzativa, specificando quali fossero gli ambiti di competenza esclusivi dello Stato. Con la Riforma lo Stato riacquisterà moltissimo potere sulle regioni, lasciando a queste principalmente il controllo sulla sanità, e verranno totalmente abolite le Provincie, oramai utili come una sciarpa ad Agosto.

Cambia anche il metodo dell’elezione del Presidente della Repubblica: la nuova elezione avverrà con le camere riunite in seduta comune, senza la presenza dei 58 delegati regionali previsti ad oggi dalla Costituzione. Anche i numeri per l’elezione cambiano:

  • Dal Primo al Quarto scrutinio: Maggioranza dei due terzi;
  • Dal Quinto all’Ottavo scrutinio: Maggioranza dei tre quinti;
  • Dal Nono scrutinio: Maggioranza assoluta.

Infine nella Riforma è prevista l’abolizione del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Questo è un organo consultivo composto da 64 membri, di elezione mista tra Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e dai rappresentanti delle categorie produttive. In teoria avrebbe il compito di creare disegni di legge, cosa mai successa da quando questo organo esiste. Ottimo.

I Pro e i Contro della Riforma

Assistiamo ad una riforma che sicuramente porterà ad un risparmio nella gestione della Res Publica, però il risparmio è quantificabile come un secchio di monete nel Deposito di Zio Paperone. Verrebbe sicuramente snellito l’iter legislativo, non dovendo più passare dal Senato. Inoltre, si stabilirebbero chiaramente le zone di competenza di Stato e Regioni, che molto spesso sono poco chiare.

Di contro, varie forze politiche criticano alla riforma una eccessiva centralizzazione del potere, tanto che combinando il ddl Boschi con l’ Italicum (La nuova riforma elettorale) che prevede un enorme premio di maggioranza alla camera si rischia di avere un solo uomo che gestisce Stato e Regioni. Alcuni costituzionalisti hanno criticato la Riforma poiché questa sconvolge profondamente la nostra Costituzione, e va a depotenziare molto il Senato. Inoltre sono state mosse critiche anche alla domanda referendaria stessa, in quanto si vota solo per approvare o respingere l’intero testo, che non è omogeneo e tocca moltissimi temi.

Politicamente parlando questo Referendum sarà cruciale, e il rischio che diventi un voto pro o contro Renzi è altissimo. Il Premier ha dichiarato che in caso di sconfitta egli si dimetterebbe, dunque sarà interessante vedere il comportamento della minoranza PD (La sinistra italiana ha il super potere di stare all’opposizione anche quando è il partito di governo, magica.)

Le forze politiche che spingono per il Si sono PD e Verdiniani, mentre tutte le altre sono per il No.

Secondo me non dovremmo farci influenzare dalle bandiere politiche e dovremmo analizzare l’utilità del testo. Il nostro paese viene da legislature paralizzate dal bicameralismo perfetto e dal “Porcellum” ( Come si può pensare di dare il compito di fare una Legge Elettorale a Calderoli?) Sicuramente l’organizzazione statale si conformerebbe agli standard internazionali di efficienza amministrativa. Sono favorevole a gran parte del testo ma ci sono dei punti che mi lasciano qualche perplessità, sopratutto questo enorme potere della Camera renderà quasi inutili i Consigli Regionali, che poco potranno fare. (Ok, se sono come quelli della Regione Puglia potrebbe anche essere un bene)

 

 

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