Cara Sinistra

Cara Sinistra,

Non so che fine tu abbia fatto, mi manchi, tantissimo, e in questo momento non ho speranze di incontrarti di nuovo. Purtroppo.

Ieri hai assistito immobile all’ennesimo vilipendio nei tuoi confronti. Dimmi, Cara Sinistra Italiana, se nella tua evoluzione era pensata la tua trasformazione nell’immonda alleata dei poteri forti, sputando nel piatto di minestra del popolo.

Dimmi, Cara Sinistra, cosa vuol dire aver perso l’amore viscerale del popolo che piangeva Berlinguer, a favore dell’amore effimero e occasionale dei figliocci ammaestrati dal culto di Andreotti. Spiegami come è stata possibile questa involuzione.

Di certo noi abbiamo la colpa, noi elettori  e noi uomini di sinistra, non siamo mai stati in grado di tenerci uniti e quindi abbiamo dovuto imbastardire il nostro corredo genetico con un incrocio innaturale con gli amici fuoriusciti dalla DC. Loro ci hanno colonizzato, ora basta vedere il partito principale che si fregia della storica tradizione della Sinistra Italiana da chi è comandato.

Sai, Cara Sinistra, i nostri valori sono quelli che sono resistiti all’incedere del tempo. Ti ho amato follemente, perché eravamo sempre dalla parte dei tanti e non dei pochi. Ora ti rappresenta un gruppetto di oligarchi che sono lontani anni luce da quello che eravamo.

Eravamo, uso l’imperfetto.

Ieri dopo aver visto una lotta non per esprimere un diritto ma per soffocarlo dietro hashtag da quindicenni, dopo aver visto utilizzare il peggior populismo per tenere la gente chiusa in casa a vedere Barbara D’Urso strumentalizzando anche la morte di Giulio Regeni, dopo aver constatato il silenzio imbarazzante sul caso Uva dopo le ultime sentenze, dopo aver visto un partito che invece di pensare alle elezioni e al paese si è scannato per usurparsi a vicenda il potere non penso di potermi considerare più un uomo di Sinistra.

Sai queste parole sono difficilissime da scrivere, però no, non ti tradirò con Grillo e nemmeno con chissà quale altro politichetto da quattro soldi. Non ti tradirò mai, ma mi metterò in un angolo ad assistere al tuo declino.

Io, come chissà quante persone, faccio parte di quel manipolo dei non rappresentati. Di quelli traditi, di quelli che si guardano intorno e non vedono una forza politica, un idea, un ideale che possa rappresentarli. Ed io, bene o male, sto nei venti, e ho tutto il tempo di trovare nuovi stimoli, ma i vecchi compagni e la generazione dei miei genitori, quella che si illuminava e affollava le piazze, dove è che andrà? Al posto di combattere ti sei fatta ingabbiare, Cara Sinistra, ed hai trasformato un manipolo di gente attiva, che credeva in te, in una massa informe di disillusi.

Cosa avrebbero detto Enrico Berlinguer, Nilde Iotti o Pietro Ingrao di fronte ad un appello al non voto?  Loro che hanno combattuto, che hanno speso ogni goccia della loro anima per i diritti di tutti, cosa avrebbero detto? Già, avrebbero contestato, argomentando seriamente, avrebbero sollecitato il dialogo. Coloro i quali hanno raccolto il loro pesante testimone bene o male sono conniventi e dunque colpevoli di questa situazione.

Adesso guarda lo scempio che c’è: abbiamo Renzi, impegnato nella propaganda di se stesso e un’orda di simil quindicenni che ne venerano il cul(t)o, abbiamo Bersani e Cuperlo, che in due hanno dimostrato la personalità di una sedia, abbiamo D’Alema che ogni tanto torna dal nulla e parla di fallimento, quando lui è una causa principe dei fallimenti. E poi? Vendola? Civati? Pannella? L’unico che ancora porta avanti delle lotte vere per il popolo, ed ha 86 anni, e questo dovrebbe farci riflettere.

Ieri Cara Sinistra hanno anche pensato bene di rubare e plasmare la tua vicinanza agli operai. “Hanno vinto gli operai” è stato detto, quando gli unici che hanno vinto son quelli che sfruttano gli operai, quelli che hanno devastato mezzo mondo, quelli che hanno causato anche guerre. Complimenti.

Adesso dimmi tu a chi mi devo rivolgere. Dimmelo tu che fine hai fatto. Non esisti più, purtroppo. Chissà quando qualcuno riporterà seriamente in auge la tua storia.

Io mi recherò finché avrò la possibilità di stare su questo mondo ai seggi, sempre e per sempre. Non votare equivale ad infangare la memoria e il sacrificio dei Partigiani, il lavoro dell’Assemblea Costituente, le vittime del Fascismo e tutta la nostra storia. Le Istituzioni che invitano al non voto, fanno vilipendio della nostra storia. E se poi un invito al non voto esce dalla bocca di Giorgio Napolitano io non so più che dire, se non che siamo alla frutta.

Sai mia Cara Sinistra, ci vediamo, forse, in futuro.

Ora ti lascio in mano ai Renziani.

Anzi, visto che sei in mano ai Renziani, non mi resta che dirti addio.

Andrea

 

 

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