The Importance of Being Fantozzi

Quando parlo di cinema con la gente spesso il discorso cade sui film comici. Secondo me ci sono dei film che sono per l’Italia e per il Mondo superiori, ma superiori di tanto: i film di Fantozzi e la serie de “Una Pallottola Spuntata”. Ditemi che non è vero, molti storceranno il naso ma è verissimo, sarà che io sono demente e adoro la comicità demenziale ma se prendiamo come riferimento Fantozzi e lo confrontiamo con tutto il cinema italiano comico successivo mi pare che si possono contare una decina di film di pari livello. Ad oggi il cinema comico italiano è deprimente, non fa ridere, ci dobbiamo sorbire o Alessandro Siani e Claudio Bisio che fanno il Napoletano e il Milanese anche ad Honululu, le Commedie di Fausto Brizzi, Boldi e De Sica oppure qualche opera prima, e unica molto spesso (fortunatamente), di comici di grandioso livello che escono da Colorado e/o Made In Sud dove il disagio del non trovare nemmeno un pretesto per ridere mi conduce alla depressione. Sia chiaro, magari sono io che di cinema non ci capisco nulla, per intenderci sono il fan numero uno della serie di Fast And Furious, però mi pare che peggio di un film comico che non fa ridere non c’è nulla.

Ma perché amo Fantozzi? Perché sono dei film geniali. Sono Film davvero comici, la comicità vera è quella nella quale si possono trovare degli elementi di critica, perché bisogna specificarlo in un paese dove se al cinema uno urla “Culo!” e fa una scoreggia si contano le vittime di collasso da risate. L’obbiettivo di Paolo Villaggio era fare della satira sociale e secondo me c’è riuscito alla stragrande. I Fantozzi sono come la Commedia dell’Arte: i personaggi sono degli stereotipi e le vicende che affrontano, per quanto siano paradossali, il più delle volte hanno un pretesto che le genera, un  contenuto oppure un finale che sono un velato attacco alla società: il mondo del lavoro, la televisione, la società in generale, i film di Fantozzi muovono delle critiche sottili a tutti questi mondi, senza mai far trasparire la critica.

La bellezza, e il principale motivo della sua riuscita, del personaggio Fantozzi sta nel fatto che chiunque si potrebbe immedesimare in lui. Fantozzi è una persona che si lascia trascinare da personalità più forti di lui, pavido e poco orgoglioso trova il coraggio solo quando prova goffamente a corteggiare la Signorina Silvani, il suo amore segreto. Ha una moglie brutta, la signora Pina, una figlia brutta, Mariangela, un lavoro stressante e deve subire le angherie di chiunque. Quando prova ad emergere, a reagire ai soprusi ne paga sempre le conseguenze, Fantozzi è una persona disillusa dalla vita, dalle angherie dei potenti e dal contesto che vive. Ha un compagno di avventure, il prode Filini, che è un miope cronico e lo trascina nelle imprese  più assurde e grottesche. Tutti lo incolpano, ad Ugo Fantozzi se una cosa deve andare male va male. 

Ugo Fantozzi rappresenta il vero Italiano Medio (Per la serie dei film comici deludenti che non fanno MAI ridere), noi abusiamo di questo stereotipo: nella nostra visione sbagliata l’Italiano Medio è quello fissato con le donne, con la bella vita, quello che si compra i vestiti a rate che crede di aver rotto un libro quando lo apre. No l’italiano medio è Ugo Fantozzi, quello che invece chiamiamo Italiano Medio è quello che nella società fa di tutto solo per apparire, e appare, dunque è vincente agli occhi della gente.

Fantozzi, come ogni uomo ha un nemico. Il nemico di Fantozzi è l’epitome del vincente che descrivevo sopra, il nemico di Fantozzi è il Geometra Calboni. I “Calboni” sono il male della società, e sono quelli che alla fine vincono perché in qualche modo se possono riescono a trarre il massimo profitto da qualunque situazione. Calboni è odioso, donnaiolo è bravissimo ad incolpare gli altri ma è sopratutto uno schiavo. Con i più potenti di lui diventa uno zerbino, si fa usare, scredita gli altri per apparire perfetto, in poche parole è un gran paraculo. Fantozzi è costretto ad adeguarsi a Calboni pur di esserci, per esistere deve adeguarsi ad un personaggio che è maledettamente dannoso ma è costretto a farlo.

Delle volte non vi nascondo che sono convinto di vivere in un mondo dove Calboni ha vinto, vedo ad ogni campagna elettorale tante teste di liberi e brillanti pensatori piegarsi dinanzi a qualche figura venuta da lontano e con un nome pesante, vedo magniloquenti pittori di libertà e di diritti ammutolirsi dinanzi a volere di che ha regalato loro un comodo ufficio e una zuppa calda, vedo gente assoggettarsi come gli schiavi per sperare di avere una briciola di pane raffermo da qualche professionista della politica da quattro soldi, vedo donne che perdono la loro dignità di donne, vedo stuoli di vallette e pochissime teste pensanti, vedo quattro stupidi arrabattarsi ma credersi statisti, vedo tanti ignoranti annaspare per apparire,vedo i Fantozzi arrangiarsi e i Calboni banchettare davanti a loro, vedo anni di lotte sciogliersi come neve al sole.

E quando la neve si scioglie sapete cosa rimane? Un mare di merda e acqua stagnante.

Ed io Fantozzi, ma cieco come Filini, assisto a tutto questo. Impotente.

Anzi a sto giro non sono impotente, a sto giro voglio mandare a casa i mega direttori e i Calboni.

A sto giro i Fantozzi fanno paura, tanta paura.

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