Chi sono gli intellettuali in Italia?

Negli ultimi giorni il nuovo tormentone è diventato: perché nessun intellettuale italiano attacca o critica Matteo Renzi come avveniva con Berlusconi? La domanda è abbastanza lecita, e l’articolo dell’Espresso a firma di Marco Damilano sottolinea le figure che negli anni si sono ammutolite, e l’imbarazzo generale che traspare nelle impacciate dichiarazioni di qualcuno.

Andiamo con ordine, la questione si pone su basi lecite, in quanto il primo uomo di un certo spessore che ha osato polemizzare pubblicamente con il Premier e il suo esecutivo, parlando duramente del caso di Banca Etruria, ovvero Roberto Saviano, è stato esposto ad una sassaiola mediatica importante, sopratutto dal palco della Leopolda. Un fatto è assolutamente certo, a Renzi e ai suoi seguaci sfegatati non piacciono né i dissidenti né gli animali notturni, quindi se osi contraddire una loro cosa diventi subito un gufo. Osservateli, si nascondono, male, tra di noi. Guida per il riconoscimento di taluni sui social: Foto del giornale col titolone in bella vista, pappardella infinita su quanto è bravo/bello/leader/cucciolottopuccioso Matteo Renzi e su quanto loro facciano le cose, attacco ai gufi che gufano e basta, e poi chiusura di stile con l’immancabile #lavoltabuona. Poi, se avete fegato, cercate l’hashtag #leopolda, e vi farete le risate.

Chiudendo questa digressione, il punto, a mio modestissimo avviso, è un altro, oltre a quello centrato perfettamente dall’articolo, del quale consiglio vivamente la lettura. Chi sono gli intellettuali in Italia? Già noi confondiamo l’uomo di intelletto, con il personaggio fine a stesso. Il personaggio è una sovrastruttura per raggiungere molta più gente, per strizzare l’occhio al pubblico, ed è sacrosanto farlo. Prendo tre esempi che tra loro stanno bene come latte e cozze, ma che probabilmente mi faranno arrivare ad una conclusione: Vittorio Sgarbi (il prototipo di questo meccanismo), Maurizio Crozza e Roberto Benigni. Ambiti diversi, diverso allineamento, diverse esperienze e storie personali. Sgarbi e Crozza sono dei non allineati, sono rimasti fedeli alla loro linea di pensiero, quella pre calata dell’unno Fiorentino, sono due uomini che hanno bisogno di costruirsi un personaggio, Sgarbi il burbero misantropo che smerda tutto e tutti e che fa likes su Facebook con la sua ambivalente figura da genio assoluto e allo stesso tempo king del trash, è un provocatore,  e funziona dannatamente, Crozza lo fa di mestiere: si immedesima in un personaggio demolendolo con un lavoro di satira finissima potremmo dire “dall’interno”. E se vi ricordate quello che avvenne a Sanremo, vi renderete anche conto che è molto difficile da assimilare per una parte di pubblico. Ma allo stesso tempo dice delle cose che poche persone riescono a dire, specie in determinate fasce orarie della televisione generalista, prendiamo esempio le copertine che fa per Floris, dove tra una battuta e un altra regala un quadro della situazione politica italiana che pochissimi sono in grado di fare e/o pensare.

Poi c’è il nostro patrimonio nazionale, il nostro Premio Oscar (meritatissimo, sia chiaro), l’istituzione assoluta: Roberto Benigni.

A me personalmente Benigni non piace.

Vi lascio lo spazio bianco così interiorizzate bene la cosa, so che una cosa così porta ai soliti commenti del tipo: “IGNORANTE; ORGOGLIO DEL NOSTRO PAESE!!11!”. Argomento subito, e spero che non siate già partiti per la spedizione punitiva. Roberto Benigni è la sinistra italiana. Sfacciata, speranzosa, sognatrice e irriverente in gioventù, radical chic e superiore intellettualmente in età matura e poi paesana, piatella e new democristiana in età avanzata. La sinistra italiana: quella che parte da Ingrao, passa per Veltroni e si infrange sul muro della Leopolda, una parabola (discendente) perfetta. Ah, io mi reputo tranquillamente un uomo allineato molto a sinistra, però mi sono fermato alla parte più giovane. La differenza che intercorre dal nostro narratore di cose e la sinistra italiana è che il primo è stato più vincente, e che ha sicuramente preso un sacco di soldi in più per due prime serate. Gli altri due esempi, nell’essere caciaroni e molto più “leggeri” sono più coerenti, più fedeli anche a loro stessi. Perché non son diventati da estremi comunisti, convinti democristiani. Più ideologici, e forse per molti tutto ciò è sbagliato, ma la migrazione del pensiero è dovuta ad una trasformazione dell’essere dell’uomo, oppure dal fatto di diventare più spendibili sul mercato dunque meno santoni, sicuramente meno di quello che ci vuole/vogliono inculcare, io credo la seconda. Onestamente.

Renzi è meno figo di Berlusconi, fa meno ascolto. Renzi non è facile da parodiare, da sfottere da mettere alla berlina. Renzi è pulito, almeno all’apparenza eh, ma alla fine è quella che conta. L’altro andava a minorenni, comprava Balotelli per guadagnare qualche punto elettorale e si macchiava di qualunque crimine possibile. Era anche troppo facile, pure poco “da intellettuale”. Il problema in Italia è che la critica da qualunque parte si scaglia unicamente sul personaggio, stereotipandolo, quasi a farlo diventare simpatico, proprio Silvio, che per molti è un idolo perché forse pieno di Viagra si è fatto Belen, mica ci ricordiamo che contestualmente c’era un dittatore che faceva le parate in casa nostra, quello lo ricordano in pochi. Inoltre, e concludo, essere dissidenti di Renzi è quasi impossibile, in minor ragione poiché c’è la legione di fedelissimi pronti a tacciarti di essere un volatile, per la maggiore poiché tra un pandoro, un panettone e un brindisi questo ha totalmente assunto il controllo del servizio pubblico delle telecomunicazioni, che dipenderà direttamente dal premier, dunque siamo quasi in un regime intellettuale.

Il punto è che ad oggi la figura dell’intellettuale in Italia è in via di estinzione, oramai non c’è più troppa gente che possiede quantità di sapere superiore agli altri, in teoria chiunque ha a disposizione qualunque informazione a portata di un centimetro, il consenso, la protesta, le innovazioni sono delle parole chiave che girano per la rete, non tomi accessibili a pochi. Chiunque potrebbe svegliarsi un giorno e cominciare a fare lo scrittore, come il sottoscritto, e sia il creatore di contenuti stimolati che il creatore di stronzate potranno emergere, partendo con le stesse possibilità. Noi italiani per cultura abbiamo bisogno del santone che dica una cosa che piace a tutti, che sia contro Renzi o contro Berlusconi, e una cosa un pochino più impegnata in TV ci fa immediatamente sentire frequentanti del Simposio di Socrate e erigiamo a maestro intoccabile subito il primo personaggio che ci capita.

Ecco, così siamo noi i boia della figura dell’intellettuale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...