La vergogna: informazione e partiti.

Avete presente “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano? Saviano parlò di ‘Ndragheta a Milano, con collusioni in una gran parte della Regione Lombardia e nella Lega Nord. Cose considerate fantasia da una parte dei giornali, che raccolsero le firme contro Saviano e per chiedere la remissione della scorta (Su questo punto vi consiglio tantissimo la visione della puntata speciale del Testimone di Pif), dopo un paio d’anni la Procura della Repubblica di Milano appurò che Saviano non dicesse assolutamente nulla di sbagliato, dando un colpo alla mafia al nord non indifferente.

Nel libro che Saviano pubblicò dopo la trasmissione, introdusse un concetto per me assolutamente da tenere presente quando si parla di informazione, il concetto della “Macchina del fango”. La macchina del fango si attiva per sputare sentenze sommarie e per coprire di merda qualcuno, spesso scomodo per alcuni atteggiamenti ad una fetta di potenti. Saviano ne parla con cognizione di causa, facendo esempi più illustri di lui, sopratutto Giovanni Falcone, che quel grand’uomo di Andreotti espose alle critiche di tutta Italia, denigrando le sue opere fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata. Rendendolo debole, condannandolo al patibolo.

Adesso vi cerco di rievocare un ricordo, che per il medio lettore di questo blog è difficile ricordare, poiché eravamo dei bambini. Siamo nel 2002, l’allora premier Silvio Berlusconi, pronuncia in Bulgaria a Sofia un discorso dove estromette per sua decisione Michele Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi dalla Rai in quanto secondo lui colpevoli di condurre programmi facinorosi e troppo esposti politicamente contro il suo governo, utilizzando male e a scopi politici la Rai, che è un servizio pubblico. Sostituendo successivamente i tre con uomini di sua fiducia. Ah, siamo una Repubblica dal 1948, mi piace ricordarlo. L’editto di Sofia è secondo me uno dei punti più bassi della storia della comunicazione e in generale della storia della democrazia italiana. Quando Berlusconi perse il governo, Biagi e Santoro (Insieme a Travaglio e Sandro Ruotolo) tornarono in Rai, Luttazzi invece è stato totalmente epurato, comparendo solo in due occasioni per delle interviste brevissime.

Quello che sta accadendo in questi giorni ad Ignazio Marino mi ha fatto molto riflettere sulla qualità dell’informazione italiana, che ve lo dico, è pessima. Televisione: Tutto molto piatto, con più spazi al fisico della modella che al fisco, con programmi di approfondimento vergognosi e su tutti svettano “Dalla Vostra Parte” di Del Debbio, che se siete di stomaco forte non vi consiglio, “Announo”, perché non tanto di Santoro ma di Travaglio più avanti ne parlerò, e a lungo, e “Porta a Porta”, che fa schifo sia contenutisticamente che per la qualità del suo presentatore.

L’Editoria, e qui si ride, in Italia non esiste un giornale che faccia informazione, solo giornali che per vendere e per sopravvivere fanno il gioco al massacro. Marino non si è dimesso per le mancanze al governo, ma per l’opera giornalistica vergognosa di alcuni giornali. La Repubblica, il Fatto, dove Travaglio è sempre più la donna delle pulizie dei Cinque Stelle, ripulendo le notizie scomode e analizzando i fatti da un punto di vista comodo solo al M5S e tutti gli altri, Unità inclusa, che dovrebbe essere il giornale di partito, ma è allo stesso livello del partito: è vergognoso. Io non ho paura o non mi sento un alieno nel dire che l’unico giornale degno di questo nome in Italia sia Vice, che si occupa di argomenti di carattere generale analizzandoli nello specifico.

Marino è vittima di se stesso, dei giornali e del suo partito.  La nota spese da 20.000 è ovviamente un errore per il quale però sarebbe stato abbondantemente sufficiente accettare il pagamento delle spese inutili, anche perché la sua grandezza come uomo secondo me non è stata sminuita in nessun modo, c’ha messo la faccia, è andato da Vespa, lanciandosi sanguinante in mezzo agli squali, pubblicando tutte le sue note spese. Eppure siamo pur sempre il paese che organizza il Family Day e ha il Premier che va a minorenni eh, oppure il paese delle leggi ad personam, il paese in cui non esiste parità di genere, il paese nel quale non ci sono garanzie per le coppie non sposate e mille altre cose, pertanto l’onestà intellettuale è da debellare, non fa parte della nostra cultura. Tutto quello che ruota intorno alla vicenda Marino e a Roma con i suoi mille problemi è un lascito scomodo, un eredità che Marino ha raccolto da Alemanno, uno che ha finito il suo mandato prima da indagato e poi rinviato a giudizio per associazione mafiosa. Le buche, i Casamonica, la corruzione degli enti pubblici sono comparsi dal nulla, come se anni prima tutto ciò non fosse mai esistito e fosse nato il giorno dell’insediamento del povero Ignazio, come una nuvola di letame all’orizzonte. Tutto è caduto su quest’uomo, che ora si è dimesso, a venti giorni dal Giubileo, promettendo di togliere i guanti bianchi e di fare nomi e cognomi di tutta la gente che ha provato a garantirsi favori dal Sindaco.

Ora come quasi sempre accade quando mi inoltro a parlare di questi temi devo sparare a zero sul PD, colpevole un’altra volta di aver condannato un suo dirigente al patibolo. Ed oggi Orfini, cavallo rampante del renzismo rottamante, ci parla mezzo social, di quanto sia affranto per la caduta di Marino, lasciando intendere però in maniera non troppo sottile quanto sia stato debole il sindaco e come lui non potesse fare altro che staccare la spina: avete presente Letta e Renzi? La situazione è preoccupantemente simile.

Ora per Roma si preannunciano tempi molto neri, considerando che i principali sponsor delle nuove elezioni ovvero i Grillini sono spaccati, perché alcuni non vorrebbero governare, che bello fare i rivoluzionari andando solo contro! Il Giubileo incombe, la città è nel caos più totale e pare che le buche e il dissesto non andranno via con Marino, ma dai.

A infangare ancor di più la figura del sindaco arrivano anche le notizie di una nota spesa gonfiata quando era Cardiochirurgo, sapete di quanto? OTTO EURO. OTTO. Un birbante. Poi arrivano le accuse gravi, come quelle di Beatrice Borromeo, che ha twittato e poi rimosso una cosa del genere:”Marino, te lo meriti. Perché sei a favore dell’eutanasia”, wow. In tutto questo purtroppo c’è cascato anche Carletto Verdone, Romano de Roma, che dice che Marino doveva andare via, peccato perché ti consideravo molto più intelligente Carlè!

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