Sfogo.

Sono stanco. Sono stanco di vedere e sentire le stesse cose in questo maledettissimo paese. Viviamo in un perenne deja vu di avvenimenti da anni e le soluzioni sono lontane ed utopistiche per chi governa, mentre sono a portata di mano, basta attivare semplicemente la logica.

Io, Andrea Nigro, sono stanco.

Sono stanco di vedere Polizia violenta contro chi protesta civilmente, e Polizia inerme contro i violenti e gli idioti. Non posso accettare che quattro figli di papà aspiranti Black Bloc abbiano tenuto in scacco una città come Milano e poi si debbono massacrare insegnanti precari inermi che stavano semplicemente protestando contro una riforma dell’istruzione che si sta presentando come una enorme porcata. Il diritto alla protesta è riconosciuto dalla Costituzione, sempre più calpestata da ci sta nelle sacre stanze. Non posso accettare un nuovo Carlo Giuliani. Non ne posso più di sentire di ragazzi ammazzati nei commissariati per due grammi d’erba in tasca, Giuseppe Uva, Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi e a questo punto mi trovo costretto a pensare che ce ne siano stati altri, vittime dello Stato, di cui magari non sapremo mai nulla.

Sono stanco dei nostri politici, mille proclami zero risposte. E no, non voglio fare populismi facili. Il Jobs Act ha prodotto una iniziale crescita della disoccupazione, la sopracitata riforma della scuola si preannuncia una tragedia, la riforma elettorale non mette d’accordo nemmeno il PD. E non è solo colpa di Renzi, è colpa di tutti. Di Grillo, buono ad urlare tramite un computer come faccio io eh, ma con molto meno seguito di lui che alla fine si è comportato come un codardo, perché il coraggio di governare non lo ha avuto, tutto fumo niente arrosto. Di Salvini, di cui non riesco ad inquadrare un ruolo se non quello di scrivere a intervalli regolari di dieci minuti “RUSPE” su Facebook, è colpa di Berlusconi che ci ha traghettato con le stesse abilità di Schettino in questa situazione, è colpa di Alfano che era il delfino connivente del Cavaliere, è colpa nostra, popolo inerme incapace di protestare.

Sono stanco dell’indifferenza giovanile che vedo in giro. Non potete fare i ribelli se fino a ieri mentre si prendevano le decisioni importanti per il vostro futuro voi eravate interessati unicamente alle tristi disavventure di Rocco Siffredi sull’Isola Dei Famosi. Non potete alzarvi la mattina e improvvisarvi rivoluzionari. Perché se avete vissuto nell’apatia sociale per tutta la vostra vita non diventate Ernesto Che Guevara un mattino all’improvviso. Incazzatevi per la disoccupazione giovanile con metà della veemenza con cui vi incazzate contro la Juve perché ruba e vedrete immediatamente come riusciamo a diventare parte attiva in questo stramaledettissimo paese. Non dite “Vado via” dite “Resto e combatto per i miei diritti”. Non fate i rivoluzionari senza criterio vi prego, piuttosto informatevi in silenzio e fatevi una vostra opinione, avere una propria opinione è la più alta forma di libertà secondo me. Altrimenti va a finire che “Minchia la banca è l’emblema della ricchezza. Minchia se non do fuoco alla banca sono un coglione.”

Scusatemi, è uno sfogo.

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