Polvere.

Chi viene come me da Taranto e provincia vive circondato da polvere, la polvere da noi uccide. Uccide la polvere rossastra che viene sputata da enormi ciminiere che squarciano le nuvole e sfidano il cielo. Inquina il nostro mare, la nostra aria e la nostra terra, colora le nostre lenzuola candide stese sotto il sole del Sud. La polvere rossa ci ha tolto madri, padri, fratelli e sorelle. Ha cambiato vite e ha portato i soldi e benessere. Soldi che chi vive vicino a quella polvere non vedrà mai, costretto a dover scegliere di andare verso un patibolo retribuito per regalare al figlio una chance in una terra che ne concede sempre meno.

L’ILVA nacque per iniziativa di alcuni imprenditori del settentrione nel 1905 a Genova, in seguito alla fusione delle aziende siderurgiche Elba e Bondi, l’azienda entrò in crisi dopo la Prima Guerra Mondiale a causa di numerosi investimenti atti ad acquisire numerosi cantieri bellici e navali per sopperire ai bisogni della guerra. Nel 1921 l’azienda fu pignorata, insieme ad altre piccole aziende attive nel siderurgico, dalla Banca Commerciale Italiana, con la costituzione dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) voluta da Mussolini, l’azienda fu rilevata dallo Stato. Nel Secondo dopoguerra l’Azienda conobbe tempi floridi, dovuti al boom di richieste sul mercato di acciaio, nel 1961 con la costruzione del nuovo grande polo siderurgico di Taranto l’azienda cambiò nome in Italsider. La scelta ricadde su Taranto per poter sfruttare la posizione di “vantaggio” sul Golfo di Taranto, che agevola l’arrivo e la partenza delle materie prime e delle merci in modo considerevole. Venne scelta Taranto poiché si pensò che l’indotto potesse frenare la crisi occupazionale che ha sempre afflitto il nostro amato Mezzogiorno. Le cose per l’azienda non andarono benissimo, infatti negli anni ottanta comincio un lungo periodo di crisi inesorabile, che portò nel 1988 alla liquidazione di Italsider. Il polo più significativo, ovvero quello di Taranto fu acquistato dalla famiglia Riva nel 1995, riacquistando il nome di ILVA.

I numeri sono quelli di un ecatombe: morti per tumore, malattie cardiovascolari e incidenti sul lavoro. La nostra terra ha la percentuale più alta di tumori al seno, ha una percentuale alta di tumori in età infantile che fa rabbrividire.
Taranto vive in un limbo: deve scegliere tra lavoro e salute. Taranto è ricattata. Un inchiesta iniziata nel Luglio del 2012 e da poco conclusa, coordinata dal gip Patrizia Todisco ha svelato molte meccaniche losche attorno alla azienda: coinvolti Emilio e Fabio Riva, quest’ultimo latitante per qualche mese, politici pugliesi, come Florido e Nichi Vendola, fiduciari, direttori e società. I lavoratori ovviamente hanno risentito della faccenda: prima con il sequestro dell’area a caldo dello stabilimento, poi con il sequestro di merce per nove milioni in quanto era stata prodotta non rispettando le norme ambientali. Perché quelli che pagano sempre il prezzo più alto a Taranto sono i lavoratori.
Ultimamente anche in Parlamento si è parlato di ILVA, ci sono state norme che dovrebbero risanare l’azienda e dovrebbero migliorare la situazione ambientale. Sostanzialmente tra lo sblocco di soldi pubblici e i soldi sequestrati ai Riva ci sono 1,8 miliardi di euro a disposizione dei commissari di cui 400 milioni per l’ambiente, ricerca, sviluppo, innovazione, formazione e occupazione. Troppo poco, bisogna risanare sessanta anni di inquinamento e purtroppo la faccenda è molto grave, le risorse son insufficienti. Noi da Tarantini possiamo solo alzare la voce, con credibilità. Come stanno facendo gli operai, perché in tutto questo periodo di cambiamenti l’azienda è stata in una fase di stallo e indovinate chi ha pagato il prezzo più alto?
Sempre loro, a Taranto pagano solo gli operai.

Ora voglio spendere due parole su un’altra questione, la questione turismo. Sono stanco di parlare con gente che dice “Ma qui non è come si vede in televisione”, in effetti si parla di diossina e inquinamento a Taranto sempre in primavera e molti possibili turisti si sentono scoraggiati a prenotare per un posto che viene definito infernale. Taranto è una donna meravigliosa, stuprata dalle barbarie e dalle inefficienze degli uomini che l’hanno sfruttata. Taranto nasce come la Capitale della Magna Grecia, è una città che si nutre di storia. Taranto ha il mare più bello di Italia. Taranto ha mille attrazioni turistiche. Taranto ha uno dei musei archeologici più belli di Italia.

Pace, amore, cozze e birra Raffo.
TARANTO LIBERA.

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