Mediterraneo.

Nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa e essere nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo

Aldo Moro

Il Mediterraneo è stato per secoli la culla della civiltà, le società più avanzate e floride si affacciavano su quell’incantevole mare azzurro, portatore di occasioni e di benessere. Oggi il Mediterraneo è un cimitero a cielo aperto. Ogni giorno siamo costretti a contare il numero delle vittime tra i migranti, a cercare di dare nome a migliaia di corpi recuperati dalle acque. Il mare che per i migranti rappresenta una speranza, una tortuosa via da percorrere per raggiungere un posto migliore, diventa tomba profonda e sconfinata.

Dopo l’ennesima strage di domenica mi sono posto alcune domande, come è possibile tanta crudeltà?

Io ho visto solo crudeltà, quella di chi causa queste stragi, infimi personaggi che a carissimo prezzo conducono alla morte gente in fuga, gente spaventata. Perché solo la paura può costringere una persona a sfidare il deserto, spesso a piedi, e a salire su bagnarole che stentano a galleggiare: si stipano in centinaia e sfidano Poseidone. Stiamo parlando di uomini, donne e bambini che scappano da guerre, fame, miseria. Stiamo parlando di gente alla ricerca di un’opportunità dopo che hanno vissuto in posti dove anche per colpa nostra, delle nostre mire espansionistiche e delle nostre multinazionali che stuprano la loro terra da decenni, alla ricerca di un sogno, vogliosa di un’opportunità che la vita aveva a loro negato.

Ho visto crudeltà in alcuni omini da talk show che per raccattare qualche voticino hanno speculato sulla vicenda, fingendo anche compassione e disperazione, nei loro salotti televisivi dorati. Perché ogni scusa è buona per fare campagna elettorale, per ribadire che si possono aiutare, ma solo a casa loro, perché ci rubano il lavoro e non si integrano nella nostra “civile” società.

Ho visto crudeltà nell’Europa, anzi ho visto indifferenza, solo oggi si sono accorti che bisogna parlare di accoglienza e controllo del Mediterraneo, solo dopo il sacrificio di altre ottocento persone, perché c’è solo l’Italia  ad accogliere chi riesce a vincere la sfida con le acque, sono sempre i nostri uomini della Marina e dell’Aeronautica ad aiutare i migranti, persone che onorano ogni minuto la loro divisa e la nostra bandiera. Con buona pace degli omini sopracitati. L’Europa: madre premurosa quando si parla di denaro e matrigna indifferente quando si parla di aiuti umanitari, perché probabilmente interessa di più l’ ultimo numero decimale dello Spread rispetto alla vita di un migliaio di persone. Siamo stati abbandonati in questa battaglia con la morte, ci siamo solo noi (che dovremmo iniziare a ricordare di quando eravamo noi a partire con la valigia di cartone in cerca di fortuna chissà dove, specie noi meridionali) e loro. Siamo soli esattamente come i migranti che vengono abbandonati contro la furia delle onde. Cara Europa aiutaci e aiutali, nessuno può farcela da solo, specie se ci si fregia del titolo di comunità.

Non possiamo più contare i morti all’infinito, non possiamo più cercare di dare un nome a chi recuperiamo dalle acque.

Non è più concepibile.

Basta.

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